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Alien Breed Evolution: Recensione

Il remake di un grande classico saprà convincere come l'originale?
22 dicembre 2009
Articolo di: Fabiano Zaino

Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino

Il gioco è attualmente disponibile per XBOX360°, successivamente anche per PS3 e PC 

Parlando con vari amici che in un modo o nell’altro si occupano di videogames, è curioso notare come l’utenza console ma anche e soprattutto quella pc si distingua per tre categorie principali: ci sono quelli dell’ultima ora che però cercano di recuperare titoli persi nel tempo o conoscenza dei giochi passati, quelli che più comunemente se ne fregano e non saprebbero dire neanche cosa erano macchine dal nome di Amiga o Commodore e per ultimi abbiamo i giocatori duri e puri, cresciuti pane e videogiochi: ebbene, personalmente sono orgoglioso di appartenere a quest’ultima categoria e di aver visto passare davanti ai miei occhi sempre più attenti, talmente tanti di quei videogames che ci sarebbe da scriverne un romanzo di mille pagine. Ma dove voglio andare a parare con questo prologo lunghissimo? Da nessuna parte ma sono contento che l’abbiate letto fino in fondo e che per il momento, dopo anni di glorie passate, sono qui a recensire il remake di uno dei giochi più belli della storia: Alien Breed


 
EVOLUZIONE DELLA SPECIE
Team 17, mitica e storica software house (worms), rilancia a testa bassa sul mercato uno dei suoi marchi più belli e forti di sempre, quel Alien Breed che tanto aveva spopolato negli anni novanta su piattaforme Dos e Amiga: tempi di conquista e creatività che segnavano capolavori che al solo pronunciare i loro nomi, ci verrebbe la pelle d’oca e ci si rizzerebbero i capelli in testa.
AB Evolution è un ritorno in grande stile che presenta un gameplay abbastanza classico e simile ai giochi precedenti ma con una veste grafica al passo con i tempi, grazie all’uso del sempre più abusato Unreal Engine 3.



SPAZIO ALIENO
La storia alla base del gioco resta praticamente uguale al titolo degli anni novanta e ci vede sopravvissuti all’interno di una nave spaziale che fluttua nello spazio dopo essere stata colpita da un vascello alieno. L’intera struttura della nave spaziale cade a pezzi e non sono poche le esplosioni che circondano il nostro personaggio ma ben consapevole di questi pericoli, si ritroverà a dover combattere anche con degli alieni molto cattivi e bavosi che hanno letteralmente invaso la nave madre. Si parla dunque di fantascienza allo stato classico ma non per questo meno esaltante o divertente di altre storie più originali sul mercato (pochine a dire il vero, meglio il cinema in questo senso).



Come dicevo poco sopra, anche il gameplay non ha subito particolari cambiamenti e qundia ci muoveremo in una mappa con la visuale a volo d’uccello (nell’originale era dall’alto) con la capacità di difenderci in ogni direzione riteniamo giusto sparare e andando a cercare chiavi magnetiche che sbloccano varie porte o riallacciando la corrente in varie parti della nave spaziale. Altra cosa che non è minimamente cambiata ma si è “evoluta”, sono le situazioni horror o d’angoscia che il gioco è capace di rifilarci grazie anche a scarsa luminosità e a luci stroboscopiche dai colori accesi…non mancheranno ovviamente anche le urla di terrore udite in lontananza o strani rumori gutturali che si sentono quasi costantemente intorno alla nostra persona (quella virtuale del personaggio).





Ma cosa offre in più questo nuovo capitolo di Alien Breed? In parole povere quasi nulla di nuovo è presente a chi già conosce le dinamiche dei titoli precedenti e oltre alla parte grafica, anche il livello generale del gameplay è abbastanza limitato, cosi come gli schemi, solamente cinque possono sembrare (e lo sono) pochini per gli utenti che si aspettavano qualcosa di più. Va però detto che questo gioco è da considerare come il primo episodio (ora come ora non sappiamo ne quanti ne quando usciranno gli altri) di una serie di giochi, quindi ci si aspetta un aumento generale del tiro del gameplay e sicuramente anche dell’impianto grafico generale già abbastanza buono se non ottimo in alcune parti. L’Unreal Engine è un motore grafico che regala soddisfazioni soprattutto per questi giochi e per la sua buona elasticità di programmazione: rimango perplesso sempre dall’uso delle texture nei giochi che lo utilizzano che sembrano quasi tutti uguali e rimango anche perplesso dall’uso della luce ma sono gusti assolutamente personali. Sul versante grafico assolutamente nulla di cui lamentarmi oltre alle cose già dette – ottima fra l’altro l’illuminazione generale che in un titolo del genere riesce a fare la voce grossa di modo da caratterizzare ulteriormente le scenografie spaziali.





In ultimo segnalo la possibilità assai gradita di giocare in coop senza l’uso dello split screen ma in contemporanea nella stessa mappa: diventa assolutamente necessario per alcuni momenti di ondate aliene, avere un fucile in più che ci copre le spalle e personalmente ritengo che giocare ad Evolution in due sia più un dovere che non un piacere (ovviamente chi può farlo). Per il single player, segnalo una difficoltà generale abbastanza ben calibrata con salvataggi predisposti dagli stessi programmatori in alcuni punti strategici delle mappe. Altra cosa gradita ma forse non da tutti, sarà la possibilità di ripartire dopo morte avvenuta con lo stesso equipaggiamento di base. Anche l’intelligenza artificiale si attesta su buoni livelli ma non aspettatevi che gli alieni insettoidi abbiano imparato tattiche avanzate: quello che conta davvero è che in alcuni schemi, escono dalle fottute pareti e sarà molto difficile non passare a miglior vita se non ci si difende come dei dannati.



evolution

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