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Fifa 2005

Gli anni passano e il divario che separa la saga FIFA da quella PES si assottiglia sempre più: sarà che gli uomini di EA Sports abbiano finalmente deciso di impegnarsi a fondo nel loro progetto? Già, ma si può sempre migliorare…
Articolo di: Redazione Games.it

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Con l’arrivo della stagione autunnale, anno dopo anno si rinnova uno dei grandi dilemmi che caratterizza il mondo videoludico: “FIFA o PES, questo è il problema”, migliaia e migliaia di fans del calcio digitale cercano di far valere la supremazia della serie preferita attraverso dati, nomi e scuse varie. Non è facile essere completamente imparziale nella mia posizione di giocatore-redattore, tuttavia, per ovvie ragioni, cercherò di essere quanto più schietto ed equilibrato possibile.
Electronics Arts, seguendo la consuetudine di ogni suo prodotto di punta, sfrutta al massimo il fattore marketing-pubblicità attraverso la proposizione di slogans, annunci, cartelloni e, soprattutto, grandi personalità dello sport come “uomini immagine” (nel nostro caso Shevchenko, Vieira e Morientes). Uno dei punti forti del titolo di EA è senza dubbio la presenza delle licenze ufficiali della FIFA, disponibili oramai da tempo immemorabile, con la possibilità di sfruttare tutti i campionati più importanti (18 in totale), tutti i giocatori e tutti i clubs con i nomi e le caratteristiche presenti nella realtà; insomma una base dati davvero ben fornita, assolutamente imparagonabile a quella di Pro Evolution Soccer 4 di Konami.
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Per quanto riguarda la giocabilità, invece, bisogna fare un discorso diverso: anno dopo anno FIFA ci presentava un sistema di gioco che faceva acqua in molti settori, priva di contenuti e con una meccanica molto semplice, per cui in questo senso l’ago della bilancia pendeva nettamente a favore dell’acerrimo rivale PES. L’anno scorso, però, l’uscita di FIFA 2004 ha evidenziato l’intenzione degli sviluppatori di cambiare rotta, ritoccando linee e linee di codice, ottimizzando la fisica del pallone e l’interazione con lo stesso, migliorando le animazioni e l’I.A. in generale. E’ passato un anno e tutti siamo curiosi di sapere se i ragazzi di EA hanno trovato la formula giusta per battere la concorrenza. L’obiettivo non è per niente facile, soprattutto perché il celeberrimo rivale ha in una giocabilità perfettamente bilanciata con i controlli (tralasciando le splendide animazioni e una fisica del pallone a dir poco spettacolare) il suo asso nella manica.
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FIFA doveva nuotare controcorrente accettando il fatto che la sua impostazione di gioco non era il meglio che si potesse proporre e, anche se è difficile da ammettere, bisognava prendere esempio dal suo principale antagonista. Saranno riusciti nel loro intento? Scopriamolo insieme…

Grafica
Il comparto grafico dei FIFA di ultima generazione si è sempre mantenuto su livelli spesso invidiati dalla concorrenza, per cui, seguendo la tradizione, EA ha potenziato molti degli aspetti che stonavano nel predecessore (non tutti, però). I menu seguono lo stile abituale della serie, funzionali e con grande facilità di navigazione: in questo contesto merita di essere evidenziata la possibilità di “personalizzare” i menù d’inizio partita attraverso l’inserimento della nostra squadra preferita.
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Passata la fase di “accoglienza” e di “approccio” al gioco, entreremo nel vivo della partita e sarà proprio in questi frangenti che potremo ammirare l’eccellente realizzazione grafica espletata dal titolo di EA: FIFA 2005 rappresenta il mix ideale tra ambientazioni elaborate, applicazione realistiche delle luci e giocatori ben animati. Gli scenari sono estremamente ricchi di particolari, dal minimalismo dei stadi delle seconde divisioni agli autentici templi del calcio come il San Siro di Milano o il Santiago Bernabéu di Madrid. Il pubblico è stato realizzato abbastanza bene (probabilmente vedremo le platee in 3D solo nella prossima generazione), con movimenti fluidi e scoordinati in modo da dare quella sensazione di confusione e caos tipiche dei match più accesi. Le texture degli impianti sportivi e gli striscioni esposti dai supporters sono magnifici, con una grande varietà e soprattutto con messaggi consoni alla squadra di turno.
Il motore grafico gestisce il tutto in maniera fluida e senza particolari riduzione di frame, anche nelle fasi più concitate delle partite (vedi i corner ed i calci di punizione). La telecamera si muove in maniera eccellente, con numerose prospettive e vari livelli di zoom ed inclinazioni che ci permetteranno di adattare la visione a nostro piacimento.

E’ il momento di scendere in campo
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Parlando del terreno di gioco in sé, la realizzazione è assolutamente impeccabile: le texture dell’erba sono state perfettamente realizzate, con diversi tagli a seconda degli stadi che donano maggiore varietà e spettacolarità. Molto bene anche l’implementazione delle illuminazioni, soprattutto per realismo ed effetti regalati, con le ombre proiettate sul campo che interagiscono con i calciatori in maniera semplicemente perfetta (meritano una menzione d’onore gli effetti di luce che visualizzeremo nelle rimesse dal fondo dei portieri).
Il pallone, il grande protagonista delle partite, è stato realizzato in maniera accettabile (vedremo vari tipi di palloni, dall’imprevedibile Roteiro fino ad arrivare al leggerissimo Pelias), tuttavia bisogna dire che il difetto “made in FIFA” per quanto concerne l’interazione con le reti delle porte non è stato risolto come ci si poteva aspettare. Per quanto il tiro possa essere potente, infatti, le maglie della porta si muoveranno ben poco, quasi come ci fossero delle catene di ferro in sostituzione delle normali reti che vengono impiantate nelle porte di un campo di calcio. Non è un difetto grave, per carità, ma che comunque richiama l’attenzione.
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Ancora una volta i lanci lunghi danno l’impressione di essere “telecomandati”, anche se il movimento del pallone è più realistico rispetto al passato. Lo stesso non possiamo dire dei tiri in porta che, come in FIFA 2004, saranno dei veri e propri missili terra-aria così come i rinvii dei portieri con le mani, degli autentici prodigi di forza e precisione. Per fortuna, però, i passaggi rasoterra, sia quelli corti che quelli in profondità, possono benissimo competere con quelli del rivale Pro Evolution Soccer 4 in quanto alla fisica e alla velocità di spostamento del pallone.
L’altro punto chiave, i calciatori, non sono stati ottimizzati come desideravamo: la loro modellatura, infatti, segue il classico schema FIFA caratterizzato da proporzioni non armonizzate al meglio, anche se grazie ai migliorati movimenti questo dettaglio si nota di meno. La somiglianza degli atleti più rilevanti con le controparti reali è impressionante (Beckham e il suo look rasato, Totti con i calzettoni a mezzo polpaccio e Maldini con la fascia nei capelli), anche se le animazioni facciali lasciano un tantino a desiderare persino nei festeggiamenti e nelle scene di protesta.
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Il resto dei calciatori non presenta una marcata affinità con gli alter-ego reali e in alcune occasioni non vi rassomigliano per niente. Le texture dell’equipaggiamento di gioco, pur essendo aggiornate, richiederebbero una maggiore risoluzione, dettaglio che si nota soprattutto nelle riprese ravvicinate. Ciò nonostante sarebbe ingiusto criticare il lavoro di EA sotto questo punto di vista, dal momento che sarebbe stato impossibile (o almeno ci sarebbe voluto moltissimo tempo) implementare tutte le peculiarità di tutti i calciatori e di tutti i clubs.
Le animazioni dei nostri campioni si presentano con una maggiore varietà e con movimenti concordi alle azioni che si ha in mente di realizzare; a questo dobbiamo aggiungere l’ampio ventaglio di animazioni che erano già presenti per il freestyle, le nuove sequenze cinematografiche, le nuove parate dei portieri, i controlli a mezz’altezza… insomma una sezione del comparto grafico che meriterebbe l’eccellenza se non fosse per qualche piccolo dettaglio negativo come la rigidità dei colpi di testa, per esempio.

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