Kingdom Under fire heroes
“Heroes” è il secondo episodio della saga fantasy di “Kingdom Under fire”. Nonostante il gioco esca successivamente a Crusaders, è cronologicamente strutturato su eventi precedenti al primo episodio: date un'occhiata alla recensione!
15 novembre 2005
Articolo di: Redazione Games.it
Analizziamo il secondo episodio della saga fantasy di Kingdom Under Fire: Heroes.
“Heroes” è il secondo episodio della saga fantasy di “Kingdom Under fire” iniziata con “The crusaders”. Nonostante il gioco esca successivamente al primo,
Heroes si rivela un episodio ambientato nelle stesse scenografie che davano vita agli scontri spettacolari del primo capitolo ma cronologicamente strutturato su eventi precedenti al primo episodio: in Heroes troveremo pane per i nostri denti, statene certi.
“All’attacco!!”Se in “Crusaders”, infatti, il giocatore era obbligato a vedere personaggi come Ellen o Morene come semplici aiutanti, qui in Heroes potrà controllarli in prima persona, aiutando così il giocatore a creare nella propria mente una caratterizzazione del personaggio a 360°. Oltre a questo, c’è da dire che la scelta di ambientare Heroes antecedentemente ai fatti narrati in The Crusaders è da ricercarsi, a mio avviso, nella possibilità di poter vedere in battaglia personaggi deceduti nel precedente capitolo, vederli in terza persona. Questo non fa altro che migliorare l’atmosfera e la caratterizzazione dei fascinosi personaggi, portati ancora a noi con un design fantasy tipicamente europeo. Nonostante sia un prequel però, Heroes permette anche al neofita una perfetta comprensione delle vicende del mondo di Encablossa riuscendo al contempo a mantenere un certo “feeling” con coloro che, a tempo debito, completarono The Crusaders: ottima scelta, davvero!
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Proprio come il precedente capitolo, Heroes mette molta carne al fuoco: il gameplay mette a disposizione dei leaders di varie fazioni i quali hanno a disposizione diversi eserciti. Fin qui tutto OK, il solito gioco tattico che ci fa muovere in una spartana visuale isometrica su delle caselline sul terreno, no?
“No, nulla di tutto questo”Invece no. Il gioco miscela una gameplay tipico dei tattici (ma permettendo al giocatore di muovere le proprie truppe in terza persona, dall’alto) con uno prettamente action: avvicinando, infatti, i nostri fanti contro le truppe nemiche prenderemo automaticamente controllo del leader selezionato precedentemente e saremo trasportati in battaglia, la guerra, la carneficina. I controlli subiscono un brusco cambiamento, prendiamo DIRETTAMENTE il controllo del personaggio e cominciamo a far roteare la nostra arma scorticando i nostri nemici in una resa di dettagli impressionante… al contempo, grazie ai tasti dorsali, possiamo prendere il controllo dei nostri arceri ed ordinare a questi ultimi un attacco a distanza sui nostri nemici diretti in modo da “sfoltire” il gruppo avversario senza ricorrere ad un numero spropositato di truppe. Se posso azzardare un paragone, direi che il gioco assomiglia vagamente al celeberrimo Dinasty Warriors per PS2, anche se da quest’ultimo si differenzia per un comparto tecnico di primo ordine. Quindi avrete capito che il giocatore è proiettato sul campo di battaglia non solo come stratega ma anche come guerriero; le truppe a disposizione variano dalla scelta del leader fino alla fazione di qui questo fa parte ma in linea di massima posso dire che sono presenti truppe di fanteria, cavalleria, di arcieri fino ad arrivare a mostri elementali da combattimento e a macchine da guerra di stampo medioevale piuttosto devastanti. Non pensate però che l’elemento action influisca poi pesantemente sul gameplay, al contrario: gli sviluppatori sono riusciti a fondere questi e a creare un equilibrio fuori dal comune fra fasi riflessive e fasi frenetiche: ad esempio l’intervento degli arcieri sarà influenzato sulla presenza o meno di alberi nel territorio attaccato. Il campo di gioco è circondato da una nebbiolina “riparatrice” che risana il motore grafico che però si dipanerà pian piano durante l’avanzamento delle nostre truppe rendendo
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l’orizzonte ben visibile dopo la totale avanscoperta del territorio. Dopo ogni scontro vittorioso, l’alternativa è la classica schermata Game Over, il giocatore riceverà punti esperienza e denaro da utilizzare nella gestione delle proprie truppe. Infatti il gioco non si limita alla strategia e all’azione ma anche alla gestione delle proprie truppe! Potremo aumentarle di numero, equipaggiarle con armature più resistenti, creare nuovi generi di truppa, assoldare mercenari al nostro fianco! Il gameplay assume una profondità molto grande rispetto ai soliti action game ma, nonostante questo, non ci è dato modo di poter intraprendere via alterne e a quelle prestabilita dalla trama. Nonostante i programmatori abbiano aggiunto invitanti sub quests, pur di esiguo numero, il giocatore sarà spinto dal gioco stesso verso il compimento della main quest, con successiva fine del gioco. L’esperienza di gioco Live è stata rinnovata rispetto al predecessore e ora sarà possibile cimentarsi in battaglie ciclopiche fra ben sei giocatori. Non vi dico che piacerà è preparare le proprie truppe, allearsi con persone pensanti ed intelligenti… e quindi sferrare attacchi congiunti ad un esercito nemico! Un emozione che vi consiglio vivamente di provare con Kingdom Under Fire Heroes!
“Lame saettano sulle membra demoniache”Il comparto tecnico del gioco è decisamente ben fatto, con un ottimo motore grafico che stupisce davvero tanto, specialmente nella gestione dei tanti PNG (Personaggi Non Giocanti) su schermo, pur “cedendo” ogni tanto a qualche rallentamento non previsto dal gioco.
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Nonostante questo la ricchezza di dettagli giustifica e, anzi, fa passare inosservato questi cali di frame rate, dato che saremo completamente soggiogati dalla bellezza e dalla ricchezza di particolari durante le battaglie che non ce ne renderemo nemmeno conto: corpi che si fanno a pezzi, lame che roteano nella massa brulicante strappando dai corpi digitali organi pi o meno realistici… il tutto reso ottimamente curato da una potenza di calcolo possibile solo da una console come XBOX. E se i personaggi si assestano su un livello medio-alto lo stesso si può dire, più o meno, degli ambienti che risultano vasti, forse non molto vari, ma comunque ben caratterizzati. L’aspetto sonoro non è stato dimenticato e questo è completamente compatibile con qualsiasi impianto Dolby 5.1 che ci trasporterà FISICAMENTE nei campi di battaglia fantasy di Kingdom Under Fire facendoci restare allibiti, anche se il termine giusto è “alienati dal resto del mondo. Da segnalare l’inspiegabile scelta di togliere la lingua italiana dal doppiaggio dato che sono presenti lingue europee come il francese, lo spagnolo e il tedesco. Nonostante questo l’adattamento italiano, riservato ai soli sottotitoli, è piuttosto ben fatto e l’atmosfera fantasy trasuda da ogni singolo dialogo dei protagonisti. E poi quale gioco d’ambientazione fantasy ci da la possibilità di selezionare il doppiaggio coreano? : D
Conclusione:Un esperienza di gioco talmente eccezionale e coinvolgente che vi potrà addirittura estasiare. Un gioco bello da vedere e magnifico da giocare, c’è poco da dire. Porabilmente la vera, ed unica pecca, è la mancanza del doppiaggio italiano (che potrebbe andare a braccetto con un livello di difficoltà troppo alto, ma sono pareri soggettivi).
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