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Prince of Persia: i Due Troni

Il principe torna a Babilonia e nasce così una nuova avventura. Consigliatissimo a tutti i neofiti della serie e ai fan sfegatati. Attenzione: può considerarsi un semplice sunto del primo e del secondo episodio.
Articolo di: Redazione Games.it



Introduzione
Per la terza ( e ultima? ) volta il principe di Persia torna sui nostri teleschermi: fra acrobazie dell’altro mondo e atmosfere orientaleggianti, venite a scoprire l’esito del suo nuovo capitolo.

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Prince of Persia è un brand piuttosto noto agli appassionati di videogiochi più longevi. Una serie che fa sognare i giocatori da quasi vent’anni e che ad ogni capitolo riesce a stupire il giocatore con animazioni fluide ed enigmi che definirei “acrobatici”. Da qualche tempo Ubisoft ha portato sulla nuova generazione di console questa seria cult e proprio ora mi appresto a recensire il terzo capitolo ( quarto contando Prince of Persia 3d) a tre dimensioni di Prince of Persia, Prince of Persia i due troni.
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“Non si gioca col tempo, principe!”
Il nostro eroe, semplicemente “il principe”, dopo essere fuggito dall’isola del tempo ed aver cancellato gli eventi degl’ultimi anni, fa ritorno a Babilonia, il suo regno. Questo è l’incipit de “I due troni” dal quale possiamo intuire sin dal titolo che la trama ruoterà attorno alla bivalenza del principe: il suo lato oscuro, in questo episodio, prenderà il sopravvento durante alcune sessioni di gioco, provocando nel principe una trasformazione fisica e dotandolo di una forza sovrumana. Come ben sappiamo però, il lato oscuro è sempre negativo, perciò per mantenersi in vita il “dark prince”, come amo definirlo, dovrà cercare di uccidere dei mostri di sabbia per assorbirne l’anima.
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Questo lato oscuro nasce dalla rabbia e dalla frustrazione del principe che, dopo più di 10 anni di viaggio e dopo mille avventure, trova la sua Babilonia nuovamente distrutta. Tutto nasce da un suo ennesimo errore, il che rende la trama piuttosto interessante nella sua INTEREZZA (in pratica, se non avete giocato i primi due episodi potreste non capire appieno le vicende di questo capitolo dato che i programmatori hanno deciso di sottintendere molti rimandi ai capitoli passati e a non presentare personaggi già conosciuti dai fans della saga).
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Durante questa trasformazione il principe, oltre ad essere decisamente più potente nei combattimenti, dispone di una catena con la quale può aiutarsi nei salti più impegnativi o nell’attivazione di interruttori a parete, tipiche icone degli enigmi della serie Prince of Persia. Per quanto riguarda la meccanica di gioco non si può certamente parlare di rivoluzione: il sistema di controllo è stato leggermente snellito ma enigmi e piattaforme di esplorazione rimangono praticamente invariate. I fan potrebbero trovare questo episodio un pochino…ripetitivo? Forza, stiamo parlando di salti fra le superfici vicine, corse su muri, oscillazione su pali orizzontali e salti nel vuoto: tutte cose già viste nella serie di Prince of Persia!
I poteri caratteristici della saga sono tornati tutti e nessuna nuova abilità è stata aggiunta: insomma, un conservismo che mina il gameplay, già piuttosto indebolito da bugs disseminati qua e là. E’ stato piuttosto facile, infatti, saltare e trovarsi fermi a mezz’aria, bad clipping ovunque e imperfezioni grafiche regnano sovrane nella Babilonia razziata: che siano da imputarsi alle sabbie del tempo? No, credo che sia solo merito del pressappochismo dei programmatori, i quali non sono riusciti a rendere perfetta proprio l’esplorazione, elemento chiave del gioco. I combattimenti sono stati resi ancora più ostici che in passato ma questo ha permesso di inserire nel variegato ( ma imperfetto ) gameplay del gioco la possibilità di poter uccidere i nemici in modo silenzioso:
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avvicinandoci al nemico da dietro ( o dall’alto) potremmo eliminarlo premendo i tasti con tempismo. Stesso metodo è stato adottato per i boss del gioco, che oltre ad essere, nella maggior parte delle volte fortissimi, richiedono un minimo di ragionamento.
Tirando le somme: Ubisoft ha cercato di rendere più ricco il gameplay dando per scontato che le azioni che il giocatore deve compiere continuamente sin dal primo capitolo suscitino ancora interesse. Purtroppo le new entry non riescono a rinfrescare completamente la giocabilità di Prince of Persia provocando così nel giocatore un senso di continuo “deja vù”. Quel che rimane, infine, è un platform game intervallato da scontri in puro stile “picchiaduro a scorrimento” e da occasionali sequenze stealth. Nulla di nuovo sul fronte babilonese insomma.
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Luccichii nell’aria…
Proprio come in passato, è stata riposta molta cura nella realizzazione degli ambienti interni, i quali risultano “quasi” credibili nella stragrande maggioranza delle situazioni (anche se ancora ci chiediamo cosa cavolo possano farci delle pedane attaccate ai muri). Abbandonato lo stile grafico dark del secondo capitolo, I due troni addotta uno stile che può essere definito “nel mezzo” dei due predecessori: la fiabesca Babilonia, che sembra far cornice ad una fiaba de “1000 e una notte” è costantemente contrapposta all’aspetto crudo e violento della guerra, e per le strade cadaveri e persone uccise nei modi più feroci sono ovunque. Anche la palette dei colori è piuttosto variabile e andiamo da tonalità sul giallo dorato (del primo capitolo) ad altre decisamente più lugubri (negli interni dei sotterranei, ad esempio). Da notare il fatto che anche il Principe sfoggia un vestiario “nuovo”, che sembra volere fare il verso a quello del primo episodio. Le texture non sono MAI mal realizzate ( un buon punto a favore) e specialmente nelle ultime ambientazioni sono da apprezzare le pavimentazioni, ottimamente realizzate e “decorate” da un effetto che sembra riflettere la luce ambientale verso il principe.
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Tecnicamente il gioco si appresta a livello decisamente buoni per gl’ambienti, e discreti per quanto riguarda i personaggi ma nell’insieme, complice una telecamera che tende a ritrarre il nostro eroe a grande distanza, il gioco fa il suo figurone. Quello che ancora non è molto chiaro è la motivazione per cui i programmatori abbiano deciso di rendere le cutscenes con il motore grafico in-game. Nulla da dire sulle animazioni ma con una telecamera così ravvicinata si sarebbe dovuto optare, a mia scelta, per dei modelli appositi per cutscenes, un po’ sulla falsariga di Final Fantasy X, X-2 o Kingdom Hearts. Nessun scatto è stato rilevato e la linea dell’orizzonte ( e si può parlare di linea dell’orizzonte, dato che molte volte ci ritroveremo a saltare fra i tetti delle abitazione cubiche di Babilonia) è ben visibile. Purtroppo, come ho già detto, il gioco soffre di numerosi bug grafici che purtroppo, oltre a rovinare le già discrete cutscenes, rendono l’esperienza di gioco ancora piuttosto “artificiale” e distaccata dagli standard che un giocatore, all’alba della next generation, potrebbe giustamente aspettarsi. Neanche per questo capitolo è stato adottato un motore fisico, e ora comincia a sentirsi la mancanza di un po’ di realisticità nelle acrobazie fittizie del principe. Il lato sonoro è discretamente curato. Discretamente poiché la colonna sonora è ben realizzata ma lo stesso non si può dire per il doppiaggio e per la scelta di volere troncare alcune canzoni all’improvviso (ma sarà realmente voluta o sarà l’ennesimo bug del gioco?). Il doppiaggio in italiano è veramente deludente e la scelta del cast di doppiatori rimane ancora piuttosto emblematica. Ottima anche la sceneggiatura, arricchita da buoni dialoghi che risultano anche piuttosto intriganti. I monologhi del principe e del suo alter-ego e la narrazione attraverso la voce della narratrice sono dannatamente affascinanti! La longevità si appresta su livelli medi, ma per veterani della serie il gioco potrebbe apparire decisamente corto. Fortunatamente i programmatori hanno pensato anche a loro e hanno deciso di inserire una galleria OMAKE, nel gergo giapponese, nella quale possiamo “ammirare” artworks del gioco e video inediti. Infelice la scelta di non poter ingrandire a nostro piacimento alcuni artworks ma, ehi, non si può pretendere troppo dalla vita, no?
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Commenti dal 1 al 1
(1)

alessio e francesco giovedì, 12 febbraio 2009

alessio e francesco

complimenti per le immagini noi siamo due patiti per questo gioco e credo ke lo siate anke voi, comunque è un gioco bellissimo infatti noi ne abbiamo finito 1, però gli altri li compriamo e li finiamo!!!!!!!!!!!!! CIAO DA ALESSIO E FRANCESCO ALLA PROSSIMA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

n° 1
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