Call Of Duty 3
Call of Duty 3, sviluppato non più dai talentuosi ragazzi dell’Infinity Ward bensì dalla Treyarch, responsabile di Call of Duty 2: Big Red One, è arrivato sulle console di nuova generazione. Ennesimo capolavoro? Scopritelo con noi!
Articolo di: Redazione Games.it
Call Of Duty, fin dalla sua prima apparizione su PC, ha sempre sorpreso in positivo tutta la critica e i videogiocatori di tutto il mondo. Ora siamo giunti al terzo capitolo della saga, il quale è sbarcato definitivamente, dopo la prima apparizione del suo predecessore, sulle console di nuova generazione, ovvero Xbox 360 e Playstation 3. Quella che andremo ad analizzare è la versione Xbox 360, la quale non si discosta molto dalla controparte per la console di casa Sony, anzi ne risulta in alcuni tratti anche superiore per certi versi, ma di queste cose ne parleremo più avanti.
Questa volta gli sviluppatori non sono coloro che hanno dato origine alla serie, ovvero i ragazzi dell’Infinity Ward, bensì quelli della Treyarch, responsabili di Call Of Duty 2: Big Red One, per Xbox e Playstation 2, il quale ottenne un discreto successo, ma che in realtà era totalmente diverso da Call Of Duty 2 per PC. Questa volta i ragazzi della Treyarch hanno creato lo stesso gioco per tutte le piattaforme, basandosi contemporaneamente su quelle più potenti (PC, Xbox 360, Playstation 3) e successivamente riducendone la grafica per le console meno potenti (Nintendo Wii, Xbox, Playstation 2). Personalmente ho potuto constatare che effettivamente i giochi sono fondamentalmente identici per tutte le piattaforme, ovviamente quello che cambia è il comparto grafico. Ma analizziamo il gioco punto per punto.
Di nuovo in guerra!
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Call Of Duty 3 è ambietato dopo il fatidico D-Day, ovvero lo sbarco in Normandia, per liberarla dall’occupazione tedesca. Il gioco è suddiviso in 14 missioni che propongono al videogiocatore una buona varietà di situazioni e ambientazioni. Ci saranno anche momenti di gioco in cui dovremo controllare un’auto corazzata o un potente carro armato. A livello di gameplay non ci sono state sostanziali differenze, tranne alcune che comunque risultano molto gradite, come la possibilità di “rilancio” di una granata, in modo tale da rispedire al mittente l’ordigno ancora inesploso. Personalmente quando ho visto che c’era questa possibilità ho espresso la mia contentezza con un: “FINALMENTE!”. In effetti ogni volta che giocavo ad un gioco FPS ambientato durante la seconda guerra mondiale, fin dal primo Medal Of Honour, mi mangiavo il fegato a vedere i soldati nemici rinviarmi le granate, quando io non potevo far altrettanto, e diciamo che durante tutte le mie partite a Call Of Duty 3 mi sono preso grandi rivincite! Molto interessanti poi le numerose cut-scene nelle quali il giocatore verrà immerso appieno nelle emozioni di un vero soldato. Unica pecca è che queste cut-scene, anche se già viste, non sono skippabili, ma niente di grave. Altra piccola innovazione sono la presenza di alcune scene pre-scriptate nelle quali saremo presi alla sprovvista e dovremo combattere faccia a faccia con un nazista, completando una sorta di Quick Time Event in stile Fahrenheit. Il single player risulta essere molto coinvolgente e appagante, la longevità è nella media del genere, ma il settore che ha fatto grandi passi avanti è sicuramente il multiplayer, giocabile fino a 24 giocatori (contro i soli 8 di Call Of Duty 2). In multiplayer sono disponibili 9 mappe molto vaste, molto curate sia a livello grafico che come design, in quanto potremo scegliere 7 classi di soldati selezionabili sia per gli Alleati che per L’Asse Nazista: il fuciliere, l’assaltatore leggero, l’assaltatore pesante, il medico, il ricognitore, il supporto e l’anticarro. Le modalità di gioco disponibili sono 6: Guerra, dove bisognerà conquistare tutte le 5 aree indicate da un’apposita icona; cattura la bandiera; bandiera singola, dove c’è a disposizione una sola bandiera per vincere bisognerà raccoglierla e portarla nel punto indicato sulla mappa; centri di comando, dove i giocatori dovranno stabilire un punto di comando e difenderlo in modo da totalizzare il punteggio più alto; battaglia a squadre e battaglia singola.
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