
Se nel mondo delle
console next generation c’è da tempo una
accanita guerra alla ricerca della grafica più stravolgente in assoluto, nel
mondo dei giochi underground o indie, si nasconde invece la
voglia di creare videogiochi sempre più intelligenti e creativi: vera e propria differenza fra i titoli di livello commerciale che segnano radicalmente ogni gioco marchiato tripla A sul mercato. Da una parte abbiamo dunque giochi conosciuti e venduti a livelli record (come il recente Modern Warfare 2) ma che non hanno davvero nulla di innovativo da regalare all’utente, dall’altra parte troviamo piccoli capolavori che invece potrebbero insegnare curiosi meccanismi di gameplay a molte software house più conosciute del settore videoludico.
Il titolo lunghissimo del nuovo videogames prodotto dalla ben nota
2K non deve spaventare l’utente occasionale che invece deve
saper cogliere il frutto dall’albero per accalappiarsi
uno dei giochi più straordinari degli ultimi tempi. Winterbottom è un titolo che
si pone a metà strada fra il platform e il puzzle game, dove viene richiesto
l’uso della materia grigia per risolvere
piccoli o grandi enigmi all’inseguimento delle torte che Winterbottom si è lasciato sfuggire.
Ebbene si, il signor Winterbottom è il classico gentlemen tutto smoking e cilindro, largamente ossessionato dalla sua
golosità verso le torte, che lo porteranno ad utilizzare impensabili poteri del tempo e una enorme astuzia e arguzia per mangiarne sempre di più.
Lo stile grafico è poi un vero gioiello visivo, visto che tutto quello che si muove a schermo è animato a mano con un richiamo grafico molto simile ai film di Burtoniana memoria che
lasciano il posto al 3D solo per alcuni piccoli elementi a schermo.
Lo stile voluto ricorda il vittoriano con
toni che si vanno a fondere
fra il bianco e nero e il seppia ma non solo, tutta la trama
è raccontata attraverso delle rime baciate o alternate che strapperanno più di un sorriso al fortunato giocatore: senza però dimenticarci che il mondo in cui si muovono le gambine di Winterbottom può essere poetico ma anche
dannatamente malinconico nella sua rappresentazione nera. Il gioco è poi accompagnato da un
comparto musicale di tutto rispetto che ricalca in maniera magistralmente sublime, l’accento poetico o drammatico del povero signor Winterbottom: i ritmi incalzanti o estremamente melodici, sono davvero azzeccati per arricchire ulteriormente un opera di
grande concezione stilistica. 
Oltre alla trama decisamente divertente nel suo contesto di semplice originalità, si nasconde un gameplay davvero assurdo e ben congeniato che ci spingerà in più di una occasione a
poggiare il pad da qualche parte per capire meglio le dinamiche dello sviluppo di uno o più schemi.
Alla base del gioco potremo muovere il gentile Winterbottom da una parte all’altra dello schema per la
raccolta di un determinato numero di torte, disposte intelligentemente e sapientemente per gli schemi: quello che caratterizza il gioco e si differenzia da altri puzzle game è che
per recuperare le torte, dovremo per forza di cose
usare dei poteri temporali che ci consentiranno di registrare determinate azioni
(saltare, camminare, correre su una piattaforma, spingere un pulsante) di modo da essere aiutati nella
conquista di tutti i dolci da pasticceria. Immancabilmente, come sempre succede per i puzzle game, ovviamente man mano che andremo avanti con gli schemi, si metteranno fra noi e le torte, svariati marchingegni di diabolica rappresentazione e difficoltà.
Che dire dei trampolini oppure dei muri a scomparsa/comparsa che ci impediranno di raggiungere le torte? Che dire dei
numeri da seguire per mangiare i dolci o della tempistica sempre più stretta per
finire uno schema? Ancora, che dire del numero limitato di cloni temporali da usare per chiudere un enigma? Tutta questa complessità è racchiusa nel
gioco di Winterbottom che a ben vedere dai primi schemi, risulta
tutto fuorché semplice da gestire. Si, perché qui lo dico e lo sottolineo, il gioco potrebbe essere totalmente fuori portata di molti giocatori che spinti dalla bella grafica o dalle belle musichette, si ritroverebbero per le mani un puzzle game davvero ostico da portare a termine.
Al bando dunque tutte quelle persone che non hanno la pazienza di riflettere anche svariati minuti su una possibile soluzione…all’atto pratico poi, dannatamente semplice.
In tutto, gli enigmi da portare a termine saranno una settantina che a loro volta andranno a sbloccare prove a tempo di difficoltà sempre più elevata:
trovare la soluzione nel minor tempo possibile mentre si registra una azione per
mangiare decine di torte, potrà diventare
frustrante e ostico, eppure, la soluzione è sempre a portata di mano e la
gratificazione personale nel completare anche il livello più ostico, è davvero
innegabile (chi ha giocato a Braid o World of Goo, capirà in pieno quello che dico).
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