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The Misadventures of P.B. Winterbottom

La recensione di uno dei giochi più affascinanti degli ultimi anni
Articolo di: Astre .

Recensione di Fabiano “Deimos” Zaino



Se nel mondo delle console next generation c’è da tempo una accanita guerra alla ricerca della grafica più stravolgente in assoluto, nel mondo dei giochi underground o indie, si nasconde invece la voglia di creare videogiochi sempre più intelligenti e creativi: vera e propria differenza fra i titoli di livello commerciale che segnano radicalmente ogni gioco marchiato tripla A sul mercato. Da una parte abbiamo dunque giochi conosciuti e venduti a livelli record (come il recente Modern Warfare 2) ma che non hanno davvero nulla di innovativo da regalare all’utente, dall’altra parte troviamo piccoli capolavori che invece potrebbero insegnare curiosi meccanismi di gameplay a molte software house più conosciute del settore videoludico.
 

THE MISADVENTURES of P.B. WINTERBOTTOM

Il titolo lunghissimo del nuovo videogames prodotto dalla ben nota 2K non deve spaventare l’utente occasionale che invece deve saper cogliere il frutto dall’albero per accalappiarsi uno dei giochi più straordinari degli ultimi tempi. Winterbottom è un titolo che si pone a metà strada fra il platform e il puzzle game, dove viene richiesto l’uso della materia grigia per risolvere piccoli o grandi enigmi all’inseguimento delle torte che Winterbottom si è lasciato sfuggire. Ebbene si, il signor Winterbottom è il classico gentlemen tutto smoking e cilindro, largamente ossessionato dalla sua golosità verso le torte, che lo porteranno ad utilizzare impensabili poteri del tempo e una enorme astuzia e arguzia per mangiarne sempre di più. Lo stile grafico è poi un vero gioiello visivo, visto che tutto quello che si muove a schermo è animato a mano con un richiamo grafico molto simile ai film di Burtoniana memoria che lasciano il posto al 3D solo per alcuni piccoli elementi a schermo.
Lo stile voluto ricorda il vittoriano con toni che si vanno a fondere fra il bianco e nero e il seppia ma non solo, tutta la trama è raccontata attraverso delle rime baciate o alternate che strapperanno più di un sorriso al fortunato giocatore: senza però dimenticarci che il mondo in cui si muovono le gambine di Winterbottom può essere poetico ma anche dannatamente malinconico nella sua rappresentazione nera.
Il gioco è poi accompagnato da un comparto musicale di tutto rispetto che ricalca in maniera magistralmente sublime, l’accento poetico o drammatico del povero signor Winterbottom: i ritmi incalzanti o estremamente melodici, sono davvero azzeccati per arricchire ulteriormente un opera di grande concezione stilistica. 



ANCORA TORTE

Oltre alla trama decisamente divertente nel suo contesto di semplice originalità, si nasconde un gameplay davvero assurdo e ben congeniato che ci spingerà in più di una occasione a poggiare il pad da qualche parte per capire meglio le dinamiche dello sviluppo di uno o più schemi. Alla base del gioco potremo muovere il gentile Winterbottom da una parte all’altra dello schema per la raccolta di un determinato numero di torte, disposte intelligentemente e sapientemente per gli schemi: quello che caratterizza il gioco e si differenzia da altri puzzle game è che per recuperare le torte, dovremo per forza di cose usare dei poteri temporali che ci consentiranno di registrare determinate azioni (saltare, camminare, correre su una piattaforma, spingere un pulsante) di modo da essere aiutati nella conquista di tutti i dolci da pasticceria. Immancabilmente, come sempre succede per i puzzle game, ovviamente man mano che andremo avanti con gli schemi, si metteranno fra noi e le torte, svariati marchingegni di diabolica rappresentazione e difficoltà. Che dire dei trampolini oppure dei muri a scomparsa/comparsa che ci impediranno di raggiungere le torte? Che dire dei numeri da seguire per mangiare i dolci o della tempistica sempre più stretta per finire uno schema? Ancora, che dire del numero limitato di cloni temporali da usare per chiudere un enigma? Tutta questa complessità è racchiusa nel gioco di Winterbottom che a ben vedere dai primi schemi, risulta tutto fuorché semplice da gestire. Si, perché qui lo dico e lo sottolineo, il gioco potrebbe essere totalmente fuori portata di molti giocatori che spinti dalla bella grafica o dalle belle musichette, si ritroverebbero per le mani un puzzle game davvero ostico da portare a termine. Al bando dunque tutte quelle persone che non hanno la pazienza di riflettere anche svariati minuti su una possibile soluzione…all’atto pratico poi, dannatamente semplice. 
In tutto, gli enigmi da portare a termine saranno una settantina che a loro volta andranno a sbloccare prove a tempo di difficoltà sempre più elevata: trovare la soluzione nel minor tempo possibile mentre si registra una azione per mangiare decine di torte, potrà diventare frustrante e ostico, eppure, la soluzione è sempre a portata di mano e la gratificazione personale nel completare anche il livello più ostico, è davvero innegabile (chi ha giocato a Braid o World of Goo, capirà in pieno quello che dico).


PARADOSSO TEMPORALE

The Misadventures of P.B. Winterbottom è un gioco cerebrale stupendo.
E’ uno di quei titoli che portano con se una assuefazione davvero notevole e che difficilmente vi lascerà tranquilli per qualche ora visto che con la testa sarete sempre li a pensare al come risolvere quel maledetto schema che non siete riusciti a passare: perché alcuni livelli vi porteranno alla follia. Anche graficamente, ci troviamo per le mani un piccolo gioiello visivo che varrebbe essere comprato solamente per la bellissima colonna sonora che ci accompagnerà fino alla fine del titolo. Consigliato dunque a tutte quelle persone che si sentono portate per i puzzle game ma assolutamente sconsigliato a tutte quelle persone che pensavano di trovarsi per le mani un altro clone di Super Mario

Votazione finale: 9.0


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Commenti dal 1 al 1
(1)

daniluzio94 domenica, 21 marzo 2010

Esclusiva Xbox?

ma questo fantastico gioco è un'esclusiva per xbox?

n° 1
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