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Hey! Pikmin - Recensione

Un Pikmin per ogni stagione

26 luglio 2017 - di Astre .
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Platform
  • Sviluppatore: Arzest
  • Distributore: Nintendo
  • Numero giocatori: 1
  • Età consigliata: 3+
  • Prezzo: 39,00
  • Data di uscita: 28/07/2017

Voto della redazione

7

Voto dei lettori

Recensione di Gianluca "DottorKillex" Arena

L'estate delle console della famiglia 3DS, che si arricchirà a breve anche del modello 2DS XL, passa soprattutto per due titoli esclusivi, uno bizzarro gioco di ruolo (Miitopia) e un curioso spin off della serie Pikmin, affidato alle cure di Arzest, software house second party di mamma Nintendo.
Hey!Pikmin si propone di portare le buffe creaturine in un contesto diverso dal consueto strategico in tempo reale, mettendoli alla prova con degli stage bidimensionali nel più classico stile di Yoshi, Mario e Kirby.
Come sarà venuto l'esperimento?

On the way home

Un altro, impegnativo giorno nello spazio: il capitano Olimar, ansioso di rientrare dai suoi cari dopo l'ennesima, lunga missione, si trova invischiato, con la sua navicella, in una tempesta di asteroidi enormi, alcuni dei quali urtano e danneggiano la nave, costringendolo ad un atterraggio d'emergenza sul pianeta più vicino.
Fortuna vuole che l'eroe del franchise atterri su una superficie assai simile a quella terrestre, con ricca vegetazione, aria respirabile (anche se lui, nel dubbio, la tuta e il casco li tiene addosso) e che la sua nave sembra non aver rimediato danni irreparabili.
Il fido navigatore, però, sottolinea immediatamente come, per riprendere il viaggio di ritorno verso casa, sia necessario reperire del luminum, minerale che funge da carburante per i motori del mezzo spaziale.
E così, sperduto ancora una volta all'interno di un ecosistema a lui ignoto, Olimar si mette in marcia, portando con sé il suo fido fischietto, che ben presto gli tornerà utilissimo: non passano infatti che pochi istanti prima che incontri dei Pikmin rossi, prontamente messi in riga con un fischio.
Così, da premesse banali ed infantili, com'è d'altronde sempre stato per la serie, Hey!Pikmin  parte piano, introducendo il giocatore al suo gameplay al corretto utilizzo dei Pikmin e del fischietto.
Nessun gioco a piattaforme made in Nintendo, soprattutto se così peculiare dal punto di vista del gameplay, come vedremo, ha mai necessitato di trame approfondite e dialoghi pregnanti, e questa esclusiva per 3DS non costituisce eccezione alla regola, considerando la totale mancanza di doppiaggio e l'audience spiccatamente giovane a cui la produzione Arzest non fa mistero di rivolgersi.
L'unico obiettivo, pienamente raggiunto in più di una circostanza, è quello di strappare un sorriso al giocatore, anche a quello meno giovane, grazie agli urletti soffocati dei Pikmin o alle buffe animazioni di morte dei (teneri) avversari.

pikmin-giallo

Più Pikmin per tutti!

La trasformazione di Pikmin da strategico in tempo reale a gioco di piattaforme bidimensionale non è stata del tutto indolore, soprattutto pensando all'eccelsa qualità del terzo capitolo visto su Wii U, ma non è andata nemmeno troppo male, ad essere sinceri.
Volendo tirare le somme, l'ultima fatica Arzest si rivela un prodotto trasversale, adatto a diverse fasce di pubblico, divertente e rilassante, senza troppe pretese: se ci si aspetta un level design degno dei migliori platform Nintendo o la profondità strategica degli episodi regolari del franchise, si potrebbe rimanere delusi, ma, così com'è, Hey!Pikmin scivola via in maniera gradevole, pur senza lasciare un segno indelebile.
Le meccaniche di gioco mantengono la struttura tipica della serie in fatto di Pikmin: gli esserini colorati vengono rinvenuti nei livelli e sono richiamabili e direzionabili con una combinazione del fischietto e dell'uso sapiente dello schermo tattile, assoluto protagonista della scena, ed è fondamentale servirsene perché le capacità del capitano Olimar si rivelano presto assai limitate.
Puntare col pennino gli oggetti interagibili porta a risultati di volta in volta differenti: puntando ad un nemico, i Pikmin lo attaccheranno, mentre soffermandosi su un oggetto prezioso essi lo recupereranno e lo riporteranno al capitano.
Ognuno dei livelli è pieno di semplici puzzle ambientali, in cui sfruttare il peso di un certo numero di Pikmin o le loro abilità peculiari, come quella di conduzione della corrente dei Pikmin gialli o la capacità di volare di quelli rosa.
A parte queste fasi specifiche, però, la semplificazione cui è andata incontro la struttura strategica ha causato una certa intercambiabilità dei differenti esserini, con il risultato che questi vengono usati indifferentemente per qualsiasi mansione non dedicata.
In altre parole, se negli episodi principali gettare contro il nemico una manciata di Pikmin gialli significava sacrificarne la maggior parte, in Hey!Pikmin questa regola vale solo (peraltro parzialmente) contro i boss, laddove i nemici comuni possono essere sconfitti qualsiasi Pikmin si utilizzi.
L'abbassamento del livello di difficoltà è stato consistente, e, se da un lato questo potrebbe avvicinare nuove schiere di appassionati ad un franchise troppo spesso sottovalutato, dall'altro finisce con l'impoverire un po' l'appeal del gioco sul lungo periodo, soprattutto per i giocatori più scafati.
In ogni caso, Arzest ha confezionato un control scheme intuitivo e preciso, che ha l'unica pecca di costringere a sostenere la console con un'unica mano, come d'altronde tutti i titoli fortemente incentrati sullo schermo tattile all'interno della vasta libreria di 3DS.
Se, quindi, Hey!Pikmin risulta consigliato senza troppe riserve ai neofiti, o a chi cerca un prodotto rilassante da giocare in tranquillità, dall'altro raccomandiamo cautela ai fan storici della serie, che potrebbero storcere un po' il naso dinanzi al cambiamento di genere e alla semplificazione delle meccaniche di base.

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Quanti colori

Il versante artistico e tecnico della produzione Arzest ci è piaciuto molto, sebbene non segni nuovi livelli di eccellenza nell'ambito della libreria delle console portatili Nintendo: Hey!Pikmin sfoggia una palette cromatica ricchissima, perfetta per un pomeriggio d'estate, un comparto animazioni assai curato, che dedica movenze specialmente graziose a tutti i Pikmin arruolati, e una mole poligonale che va dal discreto al molto buono per gli standard della console di riferimento, che comunque è sul mercato da sei anni e, già al lancio, non si segnalava come un mostro di potenza.
Il mancato supporto alla stereoscopia, annunciato già durante il reveal iniziale del gioco, non sorprende più di tanto, sia perché il lancio concomitante di New 2DS XL segna l'abbandono del 3D da parte della grande N sia perché un titolo di questa tipologia si sarebbe giovato pochissimo della maggiore profondità offerta dall'effetto tridimensionale.
Come molti dei prodotti a marchio Nintendo usciti ultimamente per 3DS, poi, dobbiamo segnalare un livello di sfida davvero basso, che, se da un lato rende il prodotto accessibile a tutti, dall'altro mortifica un po' i giocatori più navigati, che non faticheranno a trovare tutti i collezionabili sparsi nei livelli ed avere la meglio dei boss di fine mondo.

Commento finale

Hey!Pikmin rappresenta una scelta sensata per chi, sotto l'ombrellone o all'ombra di una montagna, cerca soprattutto relax: facile da approcciare, dai ritmi sincopati, il platform di Arzest non si segnala per particolari spunti, ma si lascia giocare senza troppo impegno.

Certo, se si cerca l'eccellenza, in termini di level design e brillantezza degli enigmi, si deve guardare altrove, ma soprattutto i più giovani apprezzeranno la bellezza di certi scorci, l'accessibilità e la comicità di certe situazioni.