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Metroid Samus Returns - Recensione

Samus Aran, i Metroid e la macchina del tempo

12 settembre 2017 - di Astre .
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Action
  • Sviluppatore: Mercury Steam
  • Distributore: Nintendo
  • Numero giocatori: 1
  • Età consigliata: 7 +
  • Prezzo: 40,98
  • Data di uscita: 15/09/2017

Voto della redazione

8,5

Voto dei lettori

Recensione di Gianluca "DottorKillex Arena"

Annunciato a sorpresa durante lo scorso giugno, in occasione dell'E3 di Los Angeles, Metroid Samus Returns è un remake del secondo episodio della storica serie Nintendo, dormiente ormai da troppi anni.

L'originale, uscito ad inizio anni '90 su Game Boy, è ricordato ancora oggi per essere uno degli episodi più criptici ed oscuri della saga; per l'occasione, Nintendo ha arruolato Mercury Steam, talentuoso sviluppatore iberico già al lavoro sulla serie di Castlevania, per dare lustro al prodotto in esclusiva sulle console della famiglia 3DS, che, a quanto pare, proprio non vogliono saperne di andare in pensione.

Lo abbiamo provato a lungo per voi.

 

Sterminare i Metroid

Metroid Samus Returns riprende in toto, arricchendola ed approfondendola dove necessario, la narrativa del capitolo originale, seguito diretto del primo Metroid uscito su Nes.

Le vicende prendono quindi il via dopo che Samus ha fatto saltare i piani dei pirati spaziali, con la Federazione Galattica finalmente cosciente della minaccia rappresentata dai Metroid e determinata a cancellare la razza aliena dal pianeta.

Tutte le tracce portano a SR388, che si suppone essere la terra natale dei Metroid, e così vengono organizzate delle spedizioni di squadre armate speciali per debellare la minaccia: nel più classico degli scenari da film di fantascienza, genere da cui lo stesso creatore della serie, Yoshio Sakamoto, non ha mai fatto mistero di aver pescato a piene mani, nessuna delle squadre arruolate invia alla base notizie di sé una volta sbarcata su SR388.

Ecco che, allora, la Federazione si affida nuovamente alla sua cacciatrice di taglie più capace (nonché la più sexy), ovvero Samus Aran: la nostra si dirige verso il pianeta natale dei Metroid con il doppio incarico di ristabilire i contatti con le squadre già sul posto e di sterminare la pericolosa razza aliena.

Più che l'intreccio in sé, che si è comunque giovato del trattamento ricevuto in fase di remake, sono l'atmosfera opprimente e il costante senso di solitudine le armi maggiori a disposizione del team di sviluppo, che ne fa buon uso lungo tutta la durata della campagna, riducendo al minimo i contatti con altri personaggi e limitando le indicazioni date al giocatore.

Quest'ultimo verrà abbandonato in un dedalo ricolmo di bestie estremamente aggressive, pericolose quasi quanto i Metroid stessi,  con la sola mappa a fargli da guida e decine di alieni da scovare ed uccidere.

Mercury Steam è riuscita a catturare perfettamente l'essenza della serie, proponendo lunghi silenzi e lasciando Samus sola su un pianeta ostile: sebbene non vi siano jump scare e non si sfori mai in atmosfere horror, Metroid Samus Returns instilla una certa ansia, soprattutto durante le primissime ore di gioco, che solamente l'acquisizione dei poteri ed un'accresciuta confidenza con il sistema di controllo, inizialmente un po' macchinoso, contribuiranno a dissipare nel prosieguo dell'avventura.

Come tutti i capitoli della serie, ad eccezione forse di Other M, non è comunque la narrazione il punto focale del prodotto: questo remake per 3DS punta tutto su un gameplay d'annata, che, come il buon vino, è invecchiato benissimo.

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Labirinti mortali

Coloro tra i nostri lettori che hanno superato la trentina potrebbero fermarsi a questa frase: Samus Returns si gioca quasi allo stesso modo del suo illustre progenitore, Metroid II, con l'aggiunta di quattro abilità nuove di zecca e di un attacco corpo a corpo utilissimo a scrollarsi di dosso i nemici più aggressivi.

Siccome, però, l'intento di Nintendo era non solo quello di mandare in sollucchero i vecchi appassionati del franchise, ma anche di coinvolgere le nuove generazioni, urge una descrizione più accurata delle meccaniche di gioco alla base del titolo sviluppato da Mercury Steam.

I due ingredienti principali di questo e di tutti gli altri Metroid bidimensionali fin qui pubblicati sono l'esplorazione di un'enorme mappa interconnessa, zeppa di passaggi segreti, muri che possono essere abbattuti e porte da sbloccare, e il combattimento con le specie aliene che popolano il pianeta SR388.

Per quanto l'esplorazione contraddistingua maggiormente il prodotto, alternando fasi platform ad altre dove si richiede la risoluzione di semplici enigmi ambientali, in questo remake anche il combattimento assume un ruolo di primaria importanza, a causa del rapidissimo respawn dei nemici, che tornano a pattugliare le piattaforme di riferimento a pochi secondi dalla loro precedente eliminazione.

Proprio in questa scelta di design risiede, a nostro avviso, una delle poche problematiche del titolo: in assenza di un sistema di crescita del personaggio che incentivi a combattere per guadagnare punti esperienza, monete o loot, si finirà con l'evitare i nemici comuni durante le fasi di backtracking, nonostante il combattimento in sé funzioni decisamente meglio di quello originale, grazie anche ad una delle novità di questo remake, ovvero l'attacco corpo a corpo.

Premendo uno dei tasti frontali di 3DS con il dovuto tempismo, infatti, è possibile interrompere un assalto nemico e lasciare l'avversario inerme di fronte ai nostri attacchi per qualche istante: padroneggiare questa tecnica richiede qualche ora, perché la finestra di tempo è breve e varia da nemico a nemico, ma poi, soprattutto contro i Metroid, l'attacco melee tornerà molto utile.

Le quattro abilità Aeion, rinvenibili proseguendo lungo la storyline principale (ma non senza guardarsi intorno) abbassano il livello di sfida rispetto al titolo originale, senza però rendere Samus Returns una passeggiata di salute.

Uno di essi, lo scanner ad impulsi, consente di mappare le zone limitrofe della mappa, agevolando le fasi di esplorazione, mentre l'Armatura Fulmine garantisce qualche secondo di immunità ai danni; gli altri due sono l'Acceleratore di Raggi, utile ad aumentare drammaticamente la potenza e la velocità di fuoco della bella cacciatrice di taglie, e la Cronocinesi, con la quale manipolare il tempo a proprio piacimento.

Se non avessimo giocato l'originale (peraltro disponibile tramite Virtual Console su 3DS), avremmo giurato che questi poteri fossero presenti anche nel titolo del '92, a testimonianza di quanto bene si innestino nel gameplay: se giocare a Samus Returns oggi è un piacere tanto quanto lo fu giocare i migliori episodi in due dimensioni del franchise, il merito è anche delle aggiunte operate da Mercury Steam.

Il connubio tra quanto di buono c'era nel titolo originario e le novità e gli ammodernamenti portati in dote dal team di sviluppo (tra cui anche un rinnovato sistema di checkpoint in aggiunta ai punti di salvataggio fissi) rende Metroid Samus Returns uno dei migliori metroidvania degli ultimi anni, nonché un acquisto obbligato per tutti i fan della cacciatrice di taglie di mamma Nintendo.

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Dagli sprite ai poligoni

Al di là del rammarico di vedere Samus rivestita di poligoni e non disegnata come negli episodi per Game Boy Advance, che sarà sentito esclusivamente dai giocatori più navigati come chi scrive, e di una tavolozza di colori a tratti troppo accesa, che mal si sposa con le atmosfere del titolo, c'è davvero poco di cui lamentarsi nella presentazione di Metroid Samus Returns.

Le console della famiglia 3DS sono sul viale del tramonto, e la confidenza che gli sviluppatori hanno nei loro confronti (peraltro Mercury Steam aveva già lavorato su 3DS tre anni fa) assicura una qualità media notevole in relazione alle scarse potenzialità hardware: la modellazione poligonale è buona, il framerate, aiutato da schermate raramente affollate, veleggia tranquillo senza scossoni, e i pochi tempi di caricamento sono davvero rapidi.

Il bestiario nemico è popolato di creature quasi identiche a quelle originali, con qualche gradita aggiunta che va ad inserirsi perfettamente nel lore e nell'immaginario del franchise.

La colonna sonora svolge il suo lavoro per sottrazione, lasciando il giocatore immerso in un silenzio angosciante, interrotto dai gorgoglii delle forme di vita aliene e da rumori ambientali di vario genere: immersi nell'oscurità e con un paio di auricolari di buon livello si apprezzerà maggiormente il lavoro svolto dal team di sviluppo.

 

Commento finale

Metroid Samus Returns segna il prepotente ritorno, dopo diversi anni di dimenticatoio, di una struttura di gioco portata in auge proprio dal franchise di Nintendo, che Mercury Steam ha trattato con rispetto ed infuso con una manciata di nuove idee.

Le cose che funzionano sono tantissime, dal brillante design delle mappe al livello di sfida, ingentilito rispetto al titolo originale ma ancora capace di dare filo da torcere, soprattutto alle nuove generazioni.

Sono proprio queste ultime quelle che dovrebbero dare una possibilità a questo titolo, perché Metroid, per assicurarsi un futuro roseo, ha bisogno tanto degli episodi in prima persona quanto di avventure lunghe e stimolanti come questa.

Inutile aggiungere che coloro i quali amarono il titolo uscito su Game Boy venticinque anni fa dovrebbero fiondarsi quanto prima dal negoziante di fiducia, o mettere mano alla carta di credito e dirigersi sullo shop virtuale di 3DS.