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Monster Hunter Stories - Recensione

Quando ci si dimentica di comprare le uova al supermercato...

7 settembre 2017 - di Astre .
  • Piattaforma: Nintendo 3DS
  • Genere: Rpg
  • Sviluppatore: Capcom
  • Distributore: Nintendo
  • Numero giocatori: 1
  • Età consigliata: 7 +
  • Prezzo: 40,98
  • Data di uscita: 08/09/2017

Voto della redazione

7,5

Voto dei lettori

Recensione di Gianluca "DottorKillex" Arena

Il binomio tra il brand Monster Hunter e le console Nintendo (specificatamente il 3DS, ma toccherà presto anche a Switch) prosegue con Monster Hunter Stories, coloratissimo spin off della saga principale, uscito lo scorso anno in Giappone e pronto a debuttare anche qui da noi, con il suo carico di novità rispetto agli episodi regolari cui i fan sono abituati.

Apportare modifiche ad una formula di successo è sempre un rischio, ma Capcom sembra aver ben chiari i suoi obiettivi: vediamo insieme se essi sono stati centrati oppure no.

 

Convivere con i mostri

Dopo anni di indiscriminato massacro di un gran numero di mostri, Monster Hunter Stories segna la svolta ambientalista e pacifista per il franchise Capcom, visto che la figura del Rider, centrale nella narrativa del titolo, non uccide i mostri ma li addomestica, unendosi a loro in un legame sinergico basato sul rispetto e sulla fiducia.

Questo stile di vita, tramandato da generazioni nel piccolo villaggio di Hakum, viene malvisto da quasi tutto il resto del mondo, dalla capitale Gildegaram in giù: quella del cacciatore e quella del Rider sembrano due filosofie incompatibili tra loro, ma sarà proprio quest'ultima l'unica speranza di sconfiggere il Flagello Nero, una malattia che si sta rapidamente diffondendo tra le bestie.

Proprio un Nargacuga infettato da questa piaga attaccherà il piccolo insediamento in cui vive l'alter ego del giocatore, uccidendo, tra gli altri, la mamma di Cheval, amico d'infanzia del nostro.

Di lì, e dopo essersi brillantemente guadagnato i ranghi di Rider sul campo, grazie anche all'aiuto di un Felyne chiacchierone, il nostro avatar si recherà nella capitale, alla scoperta del mondo e, possibilmente, di una cura per il Flagello Nero.

Se le premesse iniziali sembrano promettenti, per quanto abusate, il ritmo narrativo di Monster Hunter Stories è assai incostante: rapido durante la lunga fase iniziale, in cui ogni azione sarà motivata dalla trama, e lentissimo dopo aver lasciato definitivamente il villaggio di Hakum, quando la trama diviene un pretesto di sottofondo per darsi alla ricerca di uova di mostro.

La blanda caratterizzazione dei personaggi e la leggerezza dei dialoghi (sottotitolati in un italiano sempre puntuale) suggeriscono un target decisamente giovane per la produzione, come confermato anche dalla quasi totale mancanza di colpi di scena e di momenti topici: per quanto ci sia più storia in questo spin off che nella maggior parte dei vecchi capitoli regolari del franchise, Monster Hunter Stories difficilmente sarà ricordato per il suo intreccio.

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Le uova sono per la frittata

Le maggiori differenze tra questo spin off e i titoli canonici della serie passano attraverso le meccaniche di gioco, che abbandonano il rodato combat system in tempo reale per sostituirlo con uno a turni assai più tradizionale, e aggiungono tutta la fase inerente alla scoperta e raccolta delle uova di mostro.

Per quanto concerne il combat system, Monster Hunter Stories abbassa l'asticella notevolmente rispetto alla media del franchise, non tanto a livello qualitativo quanto piuttosto riguardo alle barriere d'ingresso: se i titoli usciti fin qui richiedevano lunghi tutorial, pazienza e dedizione, l'ultima fatica Capcom accoglie i neofiti a braccia aperte, sacrificando profondità e livello di sfida per offrire un titolo accessibile e ideale anche per sessioni brevi.

Al contatto con i mostri, che sia durante l'esplorazione o nei dungeon, il giocatore viene trasportato su un campo di battaglia, dove fronteggia, in compagnia del mostro prescelto da una squadra di sei, gli avversari, tramite un sistema che ha molto in comune con il gioco forbici-carta pietra.

Delle tre tipologie di attacco principali, ognuna ne batte un'altra ed è a sua volta battuta dalla terza: Potenza batte Tecnica, Tecnica batte Velocità e Velocità batte Potenza: partendo da queste semplici basi, è possibile accumulare punti battendo ripetutamente i mostri avversari, così da sferrare un attacco combinato con il proprio mostro (in genere devastante) o dosare quanto guadagnato utilizzando abilità meno dispendiose (ma anche meno efficaci).

Dopo l'iniziale entusiasmo, dovuto ad un sistema semplice da imparare, che restituisce subito soddisfazioni, ci si accorge, però, che le possibilità strategiche sono abbastanza limitate, e che i combattimenti, anche quelli contro i boss, finiscono con il somigliarsi un po' tutti, durata a parte.

Fortunatamente, a ravvivare la situazione arriva il fattore collezionistico, che in Monster Hunter Stories ruota attorno all'accumulo di uova, che possono essere rinvenute esplorando i nidi dei mostri, che appariranno in maniera casuale sulla mappa.

Qualora si volesse catturare uno specifico mostro, invece, è sufficiente colpirlo con una palla pittura, così da seguirne le tracce nel suo ritorno alla tana: una volta rinvenute le uova, le madri faranno di tutto per proteggerle, ma uscendo vincitori dal combattimento (o dandosi vigliaccamente alla fuga) si potrà schiudere l'uovo nelle aree preposte, per poi arruolare il nuovo nato nel nostro piccolo esercito.

Considerando che il tetto massimo di mostri collezionabili è di ben duecento, che è possibile fonderne due o più, trasferendo i geni da uno all'altro, e che il gioco propone numerosissime quest opzionali dedicate alla ricerca e raccolta di uova, appare evidente come questa meccanica rappresenti il vero fiore all'occhiello della produzione.

Ce n'è abbastanza per replicare, quantomeno nel fattore “catch'em all”, se non il successo inarrivabile dei Pokemon, quantomeno quello di serie molto amate tra i più giovani come Yo-Kai Watch, Inazuma Eleven e Digimon.

Paradossalmente, nonostante tutti i riferimenti ed i richiami alla serie madre, proprio i puristi più convinti di Monster Hunter sono tra quelli che potrebbero gradire meno le nuove dinamiche di gioco e il drastico abbassamento del livello di difficoltà.

Al contempo, Monster Hunter Stories potrebbe introdurre parecchie nuove leve al mondo creato da Capcom, rendendo familiari concetti fondamentali come la raccolta di materiali, il miglioramento dell'equipaggiamento e la creazione di pozioni per curare stati alterati ed effetti del freddo.

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Pregi e difetti

Se si giudicasse Monster Hunter Stories solamente dalla conta poligonale il giudizio non potrebbe che essere abbastanza severo: i quasi sette anni di vita di 3DS iniziano a pesare, limitando la resa visiva dei prodotti più ambiziosi, come questo.

Sebbene non siamo incappati in rallentamenti testando il gioco sul modello più recente della console (2DS XL), dobbiamo segnalare una serie di piccoli espedienti atti ad alleggerire la CPU, come i modelli degli NPC che sfumano in un azzurro indistinto non appena ci si allontana da essi o le costruzioni che perdono di dettaglio già alla media distanza.

In compenso, il team di sviluppo ha lavorato benissimo dal punto di vista della direzione artistica, proponendo un universo che, pur essendo coerente con quello della serie madre, riesce a ritagliarsi uno spazio tutto suo, con mostri proporzionati ed estremamente somiglianti agli originali e location che richiamano quelle visitate decine di volte durante le campagne dei titoli precedenti, ma non senza qualche twist unico.

Grazie anche ad un accompagnamento sonoro nel quale riecheggiano motivi noti ed amatissimi dagli appassionati, l'esperienza audio-visiva offerta da Monster Hunter Stories è nel complesso più che soddisfacente, e questo è già un traguardo notevole su una macchina che si avvia a grandi passi verso il viale del tramonto.

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Commento finale

Monster Hunter Stories ha saputo divertirci, stuzzicando le nostre manie collezionistiche e regalandoci parecchi piacevoli deja vu da giocatori di vecchia data della serie, ma non è un titolo esente da difetti, da una difficoltà davvero troppo bassa ad un sistema di combattimento intuitivo ma poco profondo.

I valori produttivi, lo sforzo artistico e la quantità di contenuti sono comunque di primo piano, ma, in un eventuale seguito, Capcom avrebbe diversi aspetti su cui lavorare.

Nondimeno, se cercate un JRPG di stampo “collezionistico”, quest'avventura a base di uova rubate e mostri da allevare potrebbe fare al caso vostro.