Tomb Raider: La Profezia
Dopo sette titoli di successo su PC e PSX Lara per la prima volta sbarca su Game Boy Advance in un'avventura ricca di suspence e mistero. Scopriamo insieme Tomb Raider: La Profezia, l’ottava meraviglia di Lara!
Articolo di: Redazione Games.it
Da ormai un lustro la Core Design sta facendo di una giovane archeologa sprezzante del pericolo e, soprattutto, maggiorata la sua gallina dalle uova d’oro. Essendo stato il portabandiera dell’avvento dei videogiochi come fenomeno di massa ed avendo ormai raggiunto il quinto capitolo con la sua serie “regolare”, con il sesto in arrivo nei primi mesi dell’anno prossimo, Tomb Raider sbarca anche sulla console portatile di casa Nintendo.
In questo nuovo episodio prodotto su licenza dalla Ubi Soft, Lara Croft, studiando il misterioso Tomo di Ezechiele, risale all’esistenza di una pietra che svela i misteri della magia, com’è stata conosciuta nel passato e com’è conosciuta oggigiorno. Interessata a recuperare l’artefatto, si recherà nei monti della Svezia, più precisamente presso il picco Zanna di Lupo, dove le sue ricerche avranno inizio.
Corri, salta, spara, appenditi…Dopo aver superato le prime distese ghiacciate troveremo l’ingresso di quello che sembrerebbe un tempio abbandonato. Sarà all’interno di questo edificio che potremo verificare come Lara Croft, con le limitazioni del caso, sia quella che siamo abituati ad utilizzare. Qui infatti troveremo le prime piattaforme su cui saltare, le prime sporgenze su cui arrampicarsi, i primi pulsanti da premere per disattivare le trappole mortali disseminate lungo il nostro cammino. Soprattutto, scopriremo che il tempio abbandonato in realtà è zeppo di lupi famelici, costringendoci ad affidarci alle ormai immancabili pistole. I controlli della nostra eroina saranno di risposta immediata e in questo modo anche i salti più complicati, che però troveremo solo in fasi avanzate del gioco, saranno di facile esecuzione, contemplando la pressione del tasto dorsale sinistro per lanciare Lara in uno scatto adatto a raggiungere distanze più impegnative.
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In fase di atterraggio Lara si appenderà automaticamente ai bordi delle pedane, rendendo più facili i piccoli errori di valutazione delle lunghezze. Quel che invece può trarre in inganno è la non felice scelta di utilizzare una prospettiva dall’alto in quanto in alcuni casi non permette di capire l’effettiva distanza dal suolo di una piattaforma e, dato che una caduta da quote troppo elevate si traduce in morte istantanea, il tutto si traduce in un’esperienza piuttosto sgradevole che l’utilizzo di una leggera visuale isometrica avrebbe agevolmente evitato. La cosa si fa ancor più grave pensando che il gioco non supporta un sistema di salvataggio vero e proprio, ma unicamente un sistema di password che farà iniziare daccapo un livello, ovviamente eliminando tutti gli oggetti pazientemente raccolti e gelosamente centellinati durante le prime partite.
Pistole, mitra & medikit |
Tornando al gameplay vero e proprio, i combattimenti avverranno esattamente come nelle controparti su CD del gioco. Con il dorsale destro infatti estrarremo l’arma selezionata e a quel punto ci sarà il puntamento automatico sull’avversario più vicino. Infine per impallinare il nemico di turno si utilizzerà il tasto precedentemente assegnato al salto. Il fatto di avere il puntamento automatico torna molto spesso comodo, ma vi saranno occasioni, ad esempio quando incontreremo un branco di lupi, in cui l’intelligenza artificiale effettuerà manovre di accerchiamento, risultando durante l’avvicinamento in una sparatoria poco efficace che, anziché uccidere uno ad uno i nemici, li indebolirà poco a poco mantenendone il numero intatto.
Purtroppo le armi disponibili saranno solamente tre, le già citate pistole, le uniche disponibili di default e con munizioni infinite, una coppia di mitragliette Uzi e delle pistole d’oro che funzioneranno a carica, in pratica più a lungo terremo
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premuto il tasto di fuoco, più potente sarà colpo, così come maggiori saranno le munizioni utilizzate. Anche il fronte oggetti sarà poco nutrito rendendo disponibile al nostro utilizzo solamente due tipi di medikit. Tutto il resto che passerà per il nostro inventario saranno solo oggetti utili a risolvere gli sparuti enigmi che incontreremo.
Proseguendo nell’avventura, scopriremo come la pietra che cerchiamo in Svezia sia solo l’inizio di un fitto mistero che ci porterà a vagare per altri arcani luoghi sparsi per il pianeta. Tra i luoghi in cui ci troveremo ad avventurarci ci saranno antichi templi in Cambogia, diroccati castelli rumeni e località storiche italiane. Nel nostro pellegrinare incontreremo maghi, spettri e scheletri che tenteranno di ostare il nostro cammino, senza dimenticare ovviamente gli immancabili boss che porteranno al completamento di ogni livello principale. Dico principale perché in realtà ogni locazione sarà suddivisa in più parti, a cui corrisponderà una relativa password.
Che bella Lara CroftSul versante grafico la qualità è generalmente buona anche se incostante. La maggior parte degli scenari sono infatti mediamente di buona fattura con texture pulite e ben realizzate. Un picco artistico lo troveremo nelle animazioni della nostra archeologa, proponendo una buona fluidità, così come fluido è il gioco in ogni frangente, e una ricchezza di frame invidiabile, rendendo il tutto molto realistico. La nostra Lara vanterà inoltre un effetto di ombre dinamiche, una novità per il Game Boy Advance, che ne migliorerà ulteriormente la resa grafica. Per contro troveremo durante le nostre partite zone di scenari, in particolare le texture delle pareti di alcuni dungeon, molto deludenti, a volte addirittura in
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diretto contrasto con altri elementi presenti su schermo ottimamente realizzati. Spesso oggetti come scale e appigli sporgenti rischieranno di passare inosservati a causa di una caotica similitudine delle texture. Personalmente mi lasciano perplesso anche le realizzazioni dei maghi che affronteremo, a mio avviso poco dettagliati.
L’accompagnamento sonoro non allieterà i momenti che spenderemo nelle nostre partite, risultando dopo poco tedioso e ripetitivo, sempre che poche note allungate allo spasmo possano definirsi una colonna sonora. Quantomeno gli effetti audio saranno più nella norma, pur non eccellendo.
Conclusioni |
Iniziando a formulare un giudizio finale, non possiamo tralasciare il fatto che la cartuccia non presenta nessun tipo di opzione. Nessun livello di difficoltà, nessuna personalizzazione nei controlli o di qualunque altro aspetto. Semplicemente all’avvio del gioco ci si presenterà dinnanzi il menù di selezione della lingua che comprenderà anche l’italiano, scelta sempre piacevole anche se in effetti non sia poi indispensabile per poter giocare. Una volta all’interno di quello che possiamo supporre sia una schermata di selezione avremo solo due scelte possibili: iniziare una nuova partita oppure inserire una password per continuarne un'altra. Nient’altro.
In definitiva il team di sviluppo dell’Ubi Soft ha realizzato un prodotto che, pur sfoggiando pregevoli finezze grafiche, soprattutto riguardanti il personaggio di Lara, e pur presentando un gameplay che gli appassionati di Tomb Raider non disdegneranno, si attesta su livelli modesti. Le principali lacune presentate dal titolo alla fin fine sono solo a livello di
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cura finale del prodotto, non certo nel concept. Un po’ più di tempo dedicato alla pulizia di alcune texture e alla definizione di uno straccio di menù delle opzioni e, non credo di pretendere molto, un paio di slot di salvataggio avrebbe decisamente giovato al prodotto finito. Poi la questione della visuale di gioco è un’altra questione, in quanto avrebbe richiesto una rivoluzione del motore grafico e in fin dei conti anche così basta farci un po’ la mano e, essenziale, un po’ di attenzione per evitare i problemi citati durante la recensione.
Prophecy resta comunque un prodotto consigliabile agli appassionati dell’Indiana Jones al femminile e a tutti gli amanti dei giochi di avventura dinamica che non disdegnano esplorazione e piccoli enigmi. Per tutti gli altri consiglierei di pensarci bene in quanto bisogna considerare che giochi come Tomb Raider non ce ne sono poi molti per GBA, ma in compenso se si sposta leggermente il tiro verso i giochi di piattaforme, con cui questo gioco ha parecchi elementi in comune, la storia cambia e di prodotti nettamente migliori se ne trovano senza problemi.
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