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L.A. Noire - Recensione

E tu cos'hai da nascondere?

17 novembre 2017 - di Samuele Zaboi
  • Piattaforma: Nintendo Switch
  • Genere: Action Adventure
  • Sviluppatore: Rockstar
  • Distributore: Rockstar
  • Numero giocatori: 1
  • Età consigliata: 18+
  • Prezzo: 49,99 €
  • Data di uscita: 14 novembre 2017

Voto della redazione

8,5

Voto dei lettori

Articolo a cura di Samuele Zaboi

Los Angeles è un luogo che è capace di sedurre, catturare, stregare e... Uccidere. Il mondo del cinema o la collina di Hollywood, la Città degli Angeli sembra essere, nell'immaginario comune e non solo, un film diventato realtà. Ritornare indietro nel tempo, in quel dopoguerra caratterizzato da crimine e mafia, L.A. assume un fascino del tutto particolare che non è possibile trovare in nessun altro luogo in questo pianeta. Proprio qui, sul finire degli anni ’40, nasce e cresce L.A. Noire, titolo Rockstar che ora torna alla ribalta per il suo approdo su PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.
In questa recensione ci occuperemo proprio di questa versione del gioco, studiata appositamente per la nuova console di casa Nintendo. Sono passati 6 anni dall’uscita originale del titolo ed è tempo di scoprire com’è cambiata Los Angeles.


Bentornato Cole

Cole Phelps è un ex militare, agente ligio al dovere, scrupoloso, serio. Una persona per bene si potrebbero dire. Phelps è il protagonista di L.A. Noire che lo vede scalare le vette della polizia di Los Angeles, caso dopo caso, indagine dopo indagine. La scalata verso l'alto comporterà, come controaltare, una scalata verso il basso, verso le viscere più oscure e nascoste di questa città, vera protagonista del gioco, con i suoi segreti, i suoi misteri e i suoi crimini. Cole non si lascia impressionare dalla natura di Los Angeles e questa sua forza lo porterà a distinguersi sul campo per intuito e spirito d’iniziativa.
Per chi non lo conoscesse, L.A. Noire è un gioco “diverso”. È difficile poter trovare, nel panorama videoludico, un titolo che possa essere accostato al lavoro Rockstar. Questa sua unicità ha fatto sì che il prodotto venisse apprezzato da critica e pubblico durante il suo rilascio. Il giocatore si trova a dover affrontare molteplici casi, raccogliere prove, fare ipotesi e, naturalmente, trovare di volta in volta il colpevole.
Se le prime indagini saranno di facile risoluzione, con il progredire della storia, tra inseguimenti, sospetti e intricati coinvolgimenti, queste diverranno più complesse e richiederanno una discreta dose deduttiva per poter essere risolte con successo. Questa struttura, così particolare e sui generis, rende L.A. Noire qualcosa di speciale e questa sua unicità e ben presente anche nella versione per Nintendo Switch dove, a onore del vero, se non mancano pregi, non sono assenti nemmeno alcuni difetti, forse figli del tempo e dell’età.
La versione per la console della grande N porta in dote tutti i DLC già pubblicati in passato e la possibilità di impugnare i joy-con per un’esperienza ancor più immersiva. Muovere le proprie mani per analizzare oggetti, come se si fosse realmente sulla scena di un crimine, è sicuramente qualcosa di particolare anche se l’inserimento di questa feature ci è apparsa per certi aspetti un po’ forzata e crediamo che difficilmente potrà trovare un ampio riscontro presso gli utenti che forse preferiranno giocare di fronte a un televisore o console alla mano.

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Occhio ai dettagli

L.A. Noire è un gioco che fatica a nascondere il peso degli anni, soprattutto in quelle fasi di gameplay dove gli spazi si dilatano e le azioni diventano più convulse. Durante gli spostamenti lungo Los Angeles, specialmente se a bordo della nostra auto, non potremo fare a meno di notare fenomeni di pop up, dove edifici appariranno alla nostra vista quasi d’improvviso, apparendo totalmente dal nulla. Diverso il discorso per quanto riguarda gli ambienti chiusi e le scene del crimine, dove la cura dei dettagli è meglio realizzata e il titolo sembra soffrire meno la sua età. La vera ricchezza di L.A. Noire è però nella creazione dei suoi personaggi e nella loro caratterizzazione: trovare prove, esaminare oggetti e costruire ipotesi sarà certamente utile ma nulla sarà efficace come osservare le espressioni facciali, i dettagli e le piccole sfumature che i sospettati sapranno regalarci. Il livello raggiunto, in materia di motion capture, da L.A. Noire è difficilmente riscontrabile altrove e ancora oggi, a distanza di sei anni, i personaggi del titolo Rockstar riescono a vivere, come se in realtà fossimo di fronte a un film con attori in carne e ossa.
Starà poi a noi scegliere se assecondare, forzare o attaccare i sospettati, solo dopo aver analizzato a fondo i loro comportamenti.
L.A. Noire riesce, nel complesso, a portarvi nella Los Angeles post bellica anche a sei anni di distanza dalla sua release originaria. Su Switch, il gioco dà il meglio di sé nella sua versione portatile, console alla mano, mentre soffre di qualche maggiore incertezza se affrontato sullo schermo di un televisore. Sparatorie, inseguimenti, a piedi o in auto, oppure semplici indagini: Los Angeles respira e vive nuovamente.

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Commenti finali

L.A. Noire per Nintendo Switch è senza ombra di dubbio un ottimo titolo che, nonostante qualche acciacco dovuto al peso degli anni, riesce a difendersi in maniera egregia. Se non avete mai avuto modo di provare il gioco Rockstar e siete in possesso della console della grande N, L.A. Noire è un titolo che vi consigliamo assolutamente, con le sue indagini, i suoi casi di omicidio e quel tocco noir così unico.