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Jonathan Danter: nel sangue di Giuda

Dall'italianissima Artematica Entertainment, arriva una nuova avventura grafica, dalla trama molto intrigante che ricorda addirittura il famoso "codice Da Vinci". Pronti ad immergervi quindi nei segreti del Vaticano?
Articolo di: Redazione Games.it

Le avventura grafiche, nate ormai moltissimi anni fa e i cui rappresentanti più illustri sono senza dubbio titoli come Monkey Island, Myst o Loom, sono senza dubbio uno dei generi che maggiormente hanno fatto sognare i videogiocatori di tutte le età con le loro storie fantastiche e coinvolgenti. Negli ultimi tempi purtroppo sono andate via via scomparendo, forse a causa delle tendenze del mercato che sembrano essere sempre più orientate verso titoli ricchi di azione e combattimenti, che non richiedono quindi un eccessivo sforzo mentale per essere terminati; portando quindi le avventure grafiche appunto al quasi totale abbandono visto che rappresentano a conti fatti l’antitesi di un Devil May Cry a caso.
Se addirittura qualche lettore non conosce questo genere, sappia che sono avventure nelle quali prevale la componente narrativa ed esplorativa, il tutto condito da una grande quantità di enigmi che richiedono il più delle volte una grande dose di ingegno per essere risolti. Insomma non è cosa per tutti e probabilmente proprio il cambio di gusti del mercato ha portato alla loro scomparsa.
Tutti i fan di questo genere devono quindi disperarsi? Certo che no, sembra infatti che piano piano le avventure grafiche stiano tornando alla ribalta, grazie a titoli come Syberia o The longest journey, ma anche grazie a progetti amatoriali o di piccole software house alle prime esperienze, che grazie al loro supporto contribuiscono a mantenere in vita questo fantastico genere.
L’ italianissima Artematica Entertainment, tenta anch’essa di riportare ai fasti di un tempo questo genere e lo fa con Jonathan Danter: Nel sangue di Giuda; un’avventura grafica che propone una solida narrazione e che potrebbe quindi rappresentare un ottimo titolo per tutti i fan del genere.

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Tra giornalisti e 007 del vaticano…
Come gia detto, Jonathan Danter propone una trama estremamente intrigante e in grado di appassionare sopra ogni aspettativa.
Il gioco prende inizio a New York, nell’appartamento di Jonathan Darter, un giornalista molto talentuoso in procinto di partire per Miami per un’intervista. Quando tutto sembra pronto, gli giunge una telefonata che gli comunica che lo zio Frank, residente a Londra e deceduto in circostanze alquanto anomale. La cosa veramente misteriosa, è che il nostro protagonista credeva che lo zio fosse morto ormai dieci anni prima. Chi era quindi Frank? Beh, appena arrivato a Londra, Jonathan viene a conoscenza dalla polizia che lo zio altri non era che un agente segreto del vaticano e che la sua morte non è l’unica accaduta di recente. Altri agenti infatti sono stati uccisi in modo simile e ciò potrebbe significare che anche noi siamo in pericolo.
Nei primi momenti di gioco dovremo soggiornare nella casa del nostro defunto zio, e qui ci aspetterà un incontro molto importante: faremo la conoscenza di una giovane ragazza, figlia di un amico di Frack che sembra conoscere molte cose a proposito di questa organizzazione segreta. Jonathan decide quindi di unirsi a lei per scoprire la verità sull’ amato zio, che lo porterà a viaggiare in tutto il mondo e visitare luoghi come Charter, Roma, Castel del monte e molti altri; oltretutto verrà addirittura in contatto con la setta segreta che si nasconde dietro i misteriosi omicidi, rischiando anche la vita.
Insomma, un impianto narrativo veramente intrigante, che sembra essere il punto forte di questo titolo (come tutte le avventure grafiche del resto), e a quanto pare in grado di tenere il giocatore incollato al monitor del PC dall’inizio alla fine grazie soprattutto ad una serie di colpi di scena veramente notevole, nonché ad una presentazione degli eventi tutto sommato buona. Ma sarà agli stessi livelli il resto del titolo?

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Tristi compromessi
Se come gia detto, a livello narrativo il titolo si presenta e si sviluppa in ottimo modo, lo stesso non si può dire del comparto tecnico che in tutto il gioco, ha forti alti e bassi. Partendo dai modelli poligonali dei personaggi, essi sono veramente mal realizzati. Il numero di poligoni di cui sono composti è veramente irrisorio, le texture che li ricoprono sono spesso slavate e poco dettagliate, senza contare le animazioni che sono decisamente troppo innaturali. Insomma sembra essere tornati indietro di qualche generazione, tanto da rimpiangere gli ottimi modelli poligonali di titoli come Syberia.
Fortunatamente gli unici elementi composti da poligoni sono i personaggi perché tutto il resto del gioco è realizzato con fondali prerenderizzati, che risultano fortunatamente di qualità migliore rispetto ai personaggi. Essi sono ricchi di dettagli e sempre parecchio ispirati e vari. Molto spesso difatti rimarremo a bocca aperta per la spettacolarità di alcune inquadrature e fondali realizzati in maniera brillante, tanto che il modello poligonale del personaggio quasi stonerà con tutto il resto.
Anche qui comunque vi sono degli elementi non molto brillanti, come l’appartamento di partenza che sembra più un fondale piatto, non dando quindi il senso di profondità alla scena. Anche alcune inquadrature risultano scomode per l’esplorazione, tanto che molte volte non si riuscirà al primo tentativo a dirigere il personaggio nella giusta direzione.
Per quanto riguarda il comparto sonoro invece, le musiche risultano sempre gradevoli e mai invadenti, con alcuni temi veramente ottimi e adatti alle varie situazioni in cui ci troveremo coinvolti. Nota di demerito invece al doppiaggio in italiano, che risulta per certi versi veramente ridicolo, come l’orribile falso accento inglese del capitano di polizia con cui verremo in contatto ad inizio avventura. In questo caso sarebbe stata sicuramente gradita una cura maggiore per il doppiaggio, o addirittura mantenere soltanto quello inglese. Buoni infine i filmati in computer grafica, che ricalcano appieno lo stile grafico del gioco, creando quindi una sensazione di continuità tra sessioni giocate e filmati.
Tirando le somme, gli alti e bassi della realizzazione tecnica sono senza dubbio da ricercarsi nel fatto che la software house produttrice, che ricordiamo è italiana, molto probabilmente non aveva a disposizione un budget cosi alto per realizzare un titolo al top sotto questo aspetto.

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Parlando infine del gameplay vero e proprio, il titolo come gia detto è una classicissima avventura grafica, un punta e clicca insomma. Il mouse sarà la nostra unica via di comunicazione con ciò che appare su schermo; tramite esso sposteremo il nostro personaggio, interagiremo con gli altri personaggi, raccoglieremo oggetti e consulteremo i vari menu a nostra disposizione. Insomma, tutto come da tradizione quindi. Beh non proprio: il livello di difficoltà generale del titolo non è purtroppo così elevato, anche a causa del fatto che esso viene venduto addirittura con una guida all’interno che facilita la risoluzione di enigmi nonché l’ottenimento di determinati oggetti, fondamentali per il proseguimento nella storia.
Se da un lato quindi il titolo si appresta ad essere appetibile ad una maggiore fascia di utenti, dall’altro i veterani del genere storceranno il naso per certe scelte effettuate dalla software house, che hanno appunto abbassato il livello di sfida. Da segnalare infine l’ottima trovata di mettere a disposizione del giocatore anche due personaggi contemporaneamente, che il più delle volte si trovano in due luoghi differenti. Tutto ciò comporta la presenza di alcuni enigmi che devono essere risolti in coppia, nonché la raccolta di determinati indizi.

Jonathan Danter è quindi un’avventura grafica piacevole per il giocatore, con una trama avvincente e ricca di suspance, che in alcuni punti ricorderà addirittura il famosissimo “Il codice Da Vinci” per colpi di scena e scelte narrative. Lo stesso non si può dire purtroppo per il comparto tecnico che risulta altalenante, soprattutto per la grafica che spesso non si attesta su livelli accettabili ed al passo con i tempi; e l’aspetto sonoro che presenta si buone musiche adatte alle varie situazioni in cui ci troveremo coinvolti, ma accompagnate da un doppiaggio alquanto scadente. La giocabilità è invece quella classica delle avventure grafiche, anche se purtroppo la difficoltà si attesta su livelli medio bassi, almeno per un esperto del genere. In conclusione se amate le avventure grafiche, questo Jonathan Danter: nel sangue di Giuda potrà rivelarsi un buon titolo per passare il tempo nell’attesa di qualcosa di più corposo ed impegnativo, per chi invece non si è mai affacciato al genere, può rappresentare un buon punto di inizio.

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