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Il Padrino

La malavita organizzata imperversa nella New York del dopoguerra e la famiglia Corleone ha bisogno di uomini valorosi per mantenere il controllo delle sue attività. La scalata per diventare il nuovo Padrino è cominciata…
Articolo di: Redazione Games.it

Grande attesa per il nuovo gangster game che questa volta si rifà nientemeno che alla celebre pellicola del 1972 di Francis Ford Coppola: Il Padrino. Ci troveremo a impersonare un gangster in ascesa al potere, legato al mondo della criminalità organizzata da motivi personali: nel prologo del gioco potremo guidare, infatti, il padre del protagonista che, sorpreso da criminali nemici, verrà brutalmente messo a morte non solo sotto gli occhi dei passanti, ma soprattutto del figlio. A questo punto il giovincello, preso sotto l’ala protettiva del Don in persona, sarà costretto a imparare a trattenere la rabbia e a conservarla per il futuro, quando potrà finalmente vendicare la morte del padre: è così che si aprono le vicende narrate ne “Il Padrino”. Subito dopo ci verrà richiesto di dare una “forma” al nostro alter ego: un potente editor (simile a quello di The Sims 2 per intenderci) ci permetterà di personalizzare il nostro personaggio nei minimi particolari, di scegliere il nome e i vestiti da indossare nel corso delle nostre scorribande. E’ utile tenere presente che potremo modificare il nostro personaggio quando e quante volte vorremo, cambiando taglio di capelli, colore degli occhi, barba e baffi o rifacendolo tutto da capo, cambiargli i vestiti e le scarpe (cosa che ci farà guadagnare “rispetto” man mano che potremo indossare capi più costosi) e via dicendo. La prima missione funge da tutorial: verremo contattati da Luca Brasi che ci insegnerà a “menare” grazie all’aiuto di alcuni volenterosi teppisti di strada che gentilmente si offriranno di fare da “sacconi” per i nostri allenamenti. Questo mette subito in mostra l’arzigogolato quanto funzionale sistema di controllo: potremo scegliere se affrontare i nemici a mani nude o con delle armi bianche o da fuoco; in ogni caso ci serviranno il mouse e alcuni pulsanti della tastiera. In modalità mani nude, tramite il tasto destro del mouse faremo scattare il target sul nemico più vicino mentre coni tasti “Q” ed “E” potremo combinare attacchi potenti o leggeri, ma non è finita: tenendo premuto il tasto sinistro del mouse, potremo afferrare un nemico e menargliele di santa ragione eseguendo anche alcune mosse speciali tramite i tasti direzionali per sbatterlo contro le superfici vicine, muovendo ripetutamente il mouse a destra e a sinistra lo butteremo per terra, con il tasto “V” potremo dare il colpo di grazia al nemico o tramite il tasto “S” rimetterlo in piedi qualora questo si fosse accasciato a terra. Non bisogna dimenticare che tenendo premuto il tasto “Shift” potremo caricare i colpi da infliggere al malcapitato di turno… insomma dal punto di vista dei combattimenti “vecchia maniera” il Padrino risulta sfizioso e semplice nella gestione dei comandi. Anche nelle sparatorie il gioco di EA mette in mostra l’accuratezza che gli sviluppatori hanno adottato per il sistema di controllo: prima di tutto con la rotellina del mouse potremo scegliere le armi a nostra disposizione ed estrarle con il tasto “R” o “H”; ancora una volta con il tasto destro del mouse potremo inserire il target al nemico più vicino mentre con il tasto sinistro spareremo (nel caso in cui si tratti di un’arma da fuoco). Fin qui non sembra niente di che, ma basta prendere la mano e capire che muovendo leggermente il mouse con il target inserito potremo colpire molto facilmente i nemici ad un qualsiasi punto del corpo, in particolare se li colpiremo alle gambe li vedremo accasciarsi a terra e starà a noi decidere se finirli o lasciarli al loro triste destino; inoltre premendo il tasto “CAPS LOCK” vicino ad un muro, il protagonista striscerà lungo la superficie per potersi riparare e prendere meglio la mira. Tutto questo è poi facilitato dal fatto che compariranno costantemente sullo schermo tutte le azioni disponibili e i tasti assegnati a tale funzione; il consiglio è quindi quello di lasciare i tasti predefiniti inalterati. In seguito verremo introdotti nel complicato mondo della malavita organizzata, cominciando a convincere un macellaio ad accettare la protezione della famiglia Corleone e così via. In realtà, tutto quello che ci viene mostrato nel primo capitolo non sarà che un assaggio di quello che ci aspetterà dopo… in senso negativo! Tutte le situazioni e le idee vengono esaurite subito e in seguito non dovremo fare altro che ripetere le stesse identiche azioni. Certo, ci sono situazioni adrenaliniche come le guerre tra clan che ci costringeranno a distruggere un magazzino della famiglia rivale in un determinato periodo di tempo oppure alcuni omicidi su commissione da portare a termine seguendo determinate condizioni per ottenere un bonus, ma alla fine tutto è pervaso da un senso di ripetitività e monotonia, soprattutto se siete perfettini e volete conquistare tutto per completare il gioco al 100%. Fortunatamente, ci sono altri “bonus” che potrebbero interessare ai patiti dell’omonima pellicola e tanti altri assi nella manica che risollevano le sorti di questo gioco.

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Gli assi nella manica de "Il Padrino"
Il Padrino si avvale di una trama eccellente (d’altronde lo si poteva immaginare, essendo un gioco ispirato all’omonimo film), in particolare potremo rivivere tutte le situazioni salienti della pellicola da protagonisti e anche alcuni passaggi solamente accennati. I personaggi sono ovviamente ispirati al film: ritroveremo Don Corleone e tutta la “Famiglia” così come ce la ricordiamo, soprattutto grazie all’incredibile motore grafico che riproduce alla perfezione i volti dei personaggi. Il tutto è farcito da un doppiaggio molto buono, recitato per far sembrare le voci come quelle del film (così come le angolazioni della telecamera!), insomma: la licenza cinematografica è stata sfruttata veramente bene e gli sviluppatori sembra abbiano calcato la mano su una cosa che la concorrenza non avrebbe potuto sfruttare quanto loro. All’interno dei vari ambienti che visiteremo sono state inserite delle “pizze cinematografiche” che serviranno per sbloccare dei filmati bonus della pellicola originale, una vera chicca per gli appassionati.C’è però da dire che gli ambienti che visiteremo saranno vastissimi e le pizze (100 in tutto) saranno nascoste molto bene… Come già detto, le ambientazioni sono molto vaste e spesso le missioni che ci verranno assegnate ci vedranno costretti a spostarci da un quartiere all’altro; i quartieri sono 5 in tutto ognuno controllato da una delle cinque famiglie mafiose presenti nel gioco. Il nostro quartiere sarà Litte Italy: da qui partiremo per compiere le nostre prime estorsioni e corruzioni per poi allargarci all’intera mappa disponibile. Le missioni ci verranno assegnate al maniero della famiglia Corleone oppure tramite telefono all’interno del nostro rifugio: infatti ci verrà assegnata una abitazione al cui interno potremo rifornirci di alcune armi, di energia, sfuggire alla polizia e soprattutto salvare. Ogni quartiere ha un certo numero di rifugi disponibili, l’unica difficoltà consisterà nel fatto che non saranno da subito disponibili, ma dovranno essere comprati (alcuni hanno un prezzo esorbitante tanto da fare invidia agli affitti di Milano!). Fortunatamente i soldi non mancheranno quasi mai: oltre a ricevere le entrate dalle varie attività conquistate, potremo guadagnare qualcosa dalla gestione dei racket illegali (in genere disponibili dopo aver costretto qualche attività ad essere protetta dalla nostra “famiglia”), da alcune rapine in banca e soprattutto dal completamento di ogni missione appartenente alla trama principale. Il Padrino in questo senso, lascia molta libertà d’azione: anche se al telefono ci diranno di correre immediatamente da una determinata parte, saremo liberissimi di scorrazzare per le strade quanto tempo vorremo e di recarci sul luogo della missione quando ne saremo pienamente convinti. Peccato che oltre alle solite cose, ci sarà ben poco da fare: potremo inseguire i camion, estorcere le attività, rapinare banche, ottenere nuovi racket, cercare rivenditori di armi per potenziarle o tentare di potenziare le nostre abilità al massimo (è presente anche un abbozzo GdR dove potremo salire di livello e ottenere alcuni punti abilità), ma alla lunga tutto questo stanca ed è qui che emergono i limiti del gioco.

Quali sono i limiti de "Il Padrino"?
Dopo il primo impatto (sicuramente positivo), proseguendo con il gioco verranno fuori alcuni punti senza dubbio discutibili. La grafica e la mimica del personaggi è indubbiamente di alto livello, così come le animazioni e i dialoghi dei passanti (che di giorno saranno moltissimi mentre di notte molto pochi), quello che proprio non va giù è l’ambiente circostante: i palazzi e gli interni sono scarni e ripetitivi. Certo, non potevano farli tutti uno diverso da un altro, ma alla lunga visitare luoghi diversi, con una struttura praticamente identica, stanca. Come già detto, la mappa è molto grande e viaggiare da un punto ad un altro per completare una missione sarebbe stato un vero massacro se non fosse che fortunatamente disporremo di qualsiasi vettura avremo bisogno: basterà rubarla al malcapitato di turno e il gioco è fatto. Il vero problema nasce, però, dal fatto che guidare non sarà coinvolgente, ma solo una perdita di tempo: le auto sfrecceranno a una velocità che farebbe invidia a quelle moderne e qualsiasi infrazione commetteremo verrà lasciata impunita (a meno che non rederemo i passanti dei birilli), ma in ogni caso basterà rintanarsi nel rifugio affinchè tutto torni alla normalità. Non esistono limiti di velocità, dunque, ma neanche sfrecciare per le strade sarà appagante, così come gli inseguimenti in auto (molto spesso saranno addirittura meno insidiosi delle normali corse!). Quest’aspetto, se fosse stato più curato, avrebbe dato a “Il Padrino”, oltre che maggiore credibilità, anche più varietà, cosa di cui è abbastanza carente. Un altro elemento del tutto superfluo è l’avanzamento di livello: nonostante l’abilità che ci permette di guarire più velocemente, anche potenziandoci al massimo con le restanti abilità, cambierà poco e niente, un elemento che poteva decisamente essere sfruttato meglio; inoltre sarebbe stato più bello poter modificare personalmente le armi che comprarle dai rivenditori clandestini già belle e pronte… Oltre a questi elementi puramente tecnici, c’è qualcos’altro che non va ne “Il Padrino”. Per quanto la trama sia ispirata all’ottimo film, difficilmente riuscirà a rapire e a dare quella sensazione di continuare per “vedere come va a finire”. Anche di fronte agli eventi più tragici e crudi (nessuna censura, parolacce incluse!) difficilmente verremo colpiti e coinvolti nella vicenda: questo forse è dovuto al fatto che il nostro personaggio non è un tipo carismatico, ma sembrerà quasi un burattino nelle mani della “famiglia” e che eseguirà gli ordini senza mai porsi problemi. Sentir ripetere sempre le stesse frasi intimidatorie ai padroni delle varie attività acuirà maggiormente questa sensazione: probabilmente è stato fatto per non influire molto sulla trama (i personaggi originali sono ben caratterizzati e anche con poche battute capiremo “con chi avremo a che fare”), ma questa mancanza si fa sentire. Probabilmente, chi è un amante dell’omonima pellicola verrà colpito mille volte di più dalle ambientazioni, dai personaggi e dagli eventi narrati, ma si deve comunque tener presente il rovescio della medaglia…
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Una delusione?
Dalle conclusioni tratte è normale chiedersi “ma il Padrino è una delusione?”. I voti riportati in questa recensione dicono tutt’altro: il Padrino si lascia giocare comunque molto bene. Certo, forse arriveremo alla fine che non vedremo l’ora di veder comparire la scritta “The End”, ma gli amanti della libertà d’azione e dei giochi simili al tanto famoso GTA saranno ben felici di immedesimarsi nel gangster di turno e nel mondo dell’America del Proibizionismo, visto che le missioni possibili, anche se ripetitive, sono comunque fatte molto bene e sono pervase da un’azione adrenalinica, il tutto aiutato dal mai frustrante sistema di controllo. Il Padrino non piacerà a chi ama la linearità e una trama in cui il proprio personaggio si evince con un carisma degno di nota… La perfezione non esiste a questo mondo e “Il Padrino”, pur non rientrando nell’Olimpo del genere Action è comunque un titolo da prendere in considerazione! D’altronde, se vi viene proposta una partita al Padrino difficilmente potrete rifiutare anche solo per provarlo!
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Commenti dal 1 al 4
(4)

massimo domenica, 7 febbraio 2010

aiutami ti prego

scusa come si scarica un gioco sono nuovo

n° 4
fabio_85 lunedì, 12 aprile 2010

R: aiutami ti prego

ciao sn nuovo cm si fa scaricare i giochi x il pc...grz

w la fica lunedì, 28 dicembre 2009

bo

è bello finche non lo finisci

n° 3
fabio_85 lunedì, 12 aprile 2010

R: bo

ciao sn nuovo cm si fa scaricare i giochi x il pc...grz

gigi domenica, 12 aprile 2009

il padrino

fa schifo!!!!!

n° 2
pietro domenica, 22 marzo 2009

il padrino

vagliammo amica fanali dilega

n° 1
pietro domenica, 22 marzo 2009

R: il padrino

il padrino è un bello gioco

gigi domenica, 12 aprile 2009

R: R: il padrino

poco realistico

s3gone venerdì, 11 dicembre 2009

R: R: R: il padrino

CAZZATAAAAAAAAAAA!!!!!!! il padrino è bellissimo come giocoooooo

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