Rise and Fall: Civiltà in Guerra
Ed ecco arrivare un nuovo RTS, un genere che continua a spopolare sui nostri PC incurante del rischio ripetitività. Sarà riuscito, Rise and Fall: Civiltà in Guerra, ad andare controcorrente in questo senso? Scopriamolo insieme…
Articolo di: Redazione Games.it
Prima di cominciare la nostra analisi su questo gioco, è d’obbligo spendere due righe sulla “caduta” (c’è chi dice provocata da uno sgambetto…) dello studio che praticamente lo ha creato: Stainless Steel Studios. Proprio nelle settimane antecedenti alla conclusione del progetto, arrivò, come un fulmine a ciel sereno, la notizia del fallimento della compagnia, il cui lavoro, oramai quasi del tutto ultimato, venne riscattato e portato a termine dalle squadre di sviluppatori di Midway.
Ma non siamo qui per parlare dei continui colpi di scena che si susseguono in questo settore, a noi interessa esaminare e valutare il risultato finale.
Rise & Fall: Civiltà in Guerra è un gioco di strategia nella più pura accezione del termine, simile per concezione a produzioni come Age of Empires o Empire Earth (quest’ultimo proprio della defunta Stainless Steel Studios). Sono sicuro che da queste poche parole vi sarete già fatti un’idea di cosa è in grado di offrici questo titolo. Si, come avrete intuito avremo a che fare con la gestione delle risorse, la creazione e il potenziamento di edifici e unità militari, le strategie di attacco e difesa… insomma tutti gli ingranaggi classici che compongono la meccanica di questa tipologia di giochi.
Entriamo in azione
Le risorse presenti sono tre: l’oro, il legno e l’innovativa “gloria”. L’oro lo conseguiremo dalle corrispondenti miniere, il legno tagliando alberi… e la Gloria? Beh, eseguendo azioni tali come uccidere in battaglia, produrre unità, esplorare lo scenario o costruendo le relative statue. Questa risorsa, dal nome così etereo, sarà fondamentale per migliorare i nostri edifici e i soldati, così come per acquisire nuovi consiglieri e far salire il livello del nostro eroe. Quasi senza volerlo abbiamo pronunciato una delle parole chiave del gioco, cioè “eroe”. Già in altri giochi di strategia, come Warcraft III, abbiamo avuto a disposizione un’unità speciale all’interno del nostro esercito, ma in Rise & Fall il suo utilizzo è stato diversificato e ampliato. Di fatti sarà possibile mettersi direttamente nei panni di questo carismatico personaggio, dimenticandoci per qualche istante del controllo diretto su qualsiasi altra unità (pur potendo impartire degli ordini) e, come se ci trovassimo di fronte ad un gioco d’azione, uccidendo a colpi di spada e frecciate chiunque cerchi di metterci il bastone tra le ruote (quasi come uno hack’n slash). Le battaglie in questi frangenti si riveleranno ben poca cosa e alla fine tutto si risolverà nel cliccare freneticamente per avere la meglio su decine e decine di avversari che si lasceranno pietosamente trucidare, segno di un’I.A. di ben poco conto. Inutile dire che in questo modo l’esperienza di gioco della modalità multigiocatore potrebbe addirittura risultare frustrante: del resto non è certo il massimo vedere come l’eroe avversario riesca a decimare, da solo, tutte le truppe che avevamo pazientemente posizionato. E’ chiaro, comunque, che questa possibilità non è stata concepita per essere utilizzata in maniera discrezionale, ma solo nelle situazioni di vera necessità o nelle quali l’utilizzo dell’eroe potrebbe risultare determinante. Per questo motivo i programmatori hanno limitato il tempo di permanenza in tale modalità, stabilendo un livello di energia che si esaurirà progressivamente e che potrà essere rimpinguato tramite le anfore di vino. Far salire il livello dell’eroe significa incrementare la sua energia massima e sbloccare nuovi consiglieri che offriranno dei vantaggi tali come un aumento del morale, la guarigione delle truppe o dei miglioramenti nelle fasi di attacco. Ovviamente ci saranno missioni che non presupporranno l’utilizzo dell’eroe: se ciò da una parte ha il merito di variare un po’ le situazioni di gioco, dall’altra bisogna dire che questo tipo di livelli sono molto difficili da portare a termine, visto che ci viene posto di fronte un eccessivo numero di nemici. Tutto ciò non fa altro che far salire il livello di nervosismo degli amanti della strategia, che si ritroveranno bloccati da missioni che, appunto, non hanno niente a che vedere con la strategia in sé per sé.
Battaglie navali all'altezzaSe l’utilizzo dell’eroe rappresenta una delle principali novità che accompagnano Rise & Fall, la gestione delle battaglie navali si pone come ulteriore elemento innovativo. Nella maggior parte degli RTS, questa parte della giocabilità si limitava a presentare degli scontri a distanza, a colpi di cannone, nella speranza di colpire e affondare l’avversario. Nel caso di Civiltà in Guerra, invece, potremo procedere a speronamenti e abbordaggi, una possibilità davvero interessante perché si potrà finalmente assistere a delle vere e proprie battaglie tra le unità sui ponti dei battelli. Il vincitore s’impadronirà del battello nemico e la potrà inserire nella propria flotta.
Per avere la meglio sugli avversari, sarà molto importante il tipo di truppe che decideremo di imbarcare sulle navi: infatti non sarà la stessa cosa far salire a bordo un mucchio di arcieri e qualche combattente corpo a corpo, che viceversa. Per esempio, se la nostra nave, colma di lancieri, viene attaccata da una nave nemica preponderante in arcieri, sarà meglio tentare di abbordarla rapidamente prima che possa riuscire ad affondarci dalla distanza. Viceversa, se il potenziale nemico di assalto è di un certo calibro, allora dovremo avere un numero sufficiente di arcieri per poter colpire la flotta avversaria da una distanza di sicurezza.
Non va dimenticato, infine, che tutte le navi potranno fungere da mezzo di trasporto per le truppe, ma anche da caserma di reclutamento, visto che sarà possibile creare nuove unità esattamente come negli appositi edifici situati sulla terra ferma. Tutti questi elementi rendono sicuramente le battaglie navali molto più esaltanti rispetto ai titoli concorrenti.
E ancora...Le campagne disponibili sono due, una con gli Egizi e l’altra con i Greci: per la verità sono poco entusiasmanti, scarsamente originali e, a mio parere, mal sviluppate, con quel preteso carattere cinematografico ben poco verosimile. Gli appassionati del genere, invece, troveranno pane per i loro denti negli scenari individuali e nella modalità multigiocatore, dove avranno a loro disposizione altre due civiltà: i Romani e i Persiani. E’ in queste occasioni che Rise and Fall mette in mostra tutto il suo potenziale, anche se il motore grafico Titan soffre al tal punto da arrivare all’elettroencefalogramma piatto quando il numero di unità comincia ad essere più che vistoso. Dal punto di vista grafico, un gioco destinato a rappresentare un gran numero di elementi in movimento su uno scenario abbastanza grande, non può certo toccare altissimi livelli di realismo e dettaglio. La modellatura delle unità è accettabile, così come gli elementi del terreno, mentre le costruzioni si presentano con un aspetto molto semplice, al pari delle animazioni, che sono abbastanza basilari. Possiamo quindi dire che il gioco compie in maniera più che sufficiente la sua mansione per quanto concerne l’aspetto esteriore, mentre non lo si può certo gratificare per il suo rendimento altalenante, dovuto senz’altro all’elevato (forse eccessivo) numero di unità.
Per quanto riguarda il comparto sonoro/musicale, dobbiamo dire che la colonna sonora, pur non essendo al livello di una superproduzione cinematografica, riesce a trasmettere il carattere epico delle battaglie, così come gli effetti sonori, i quali, pur non rappresentando niente di particolarmente trascendentale, riescono a rendere bene i rumori e i gemiti dei combattimenti.
Commento finaleNon credo di fare un’affermazione blasfema dicendo che Rise and Fall: Civiltà in Guerra è un buon gioco, ma nemmeno si può dire che all’interno della categoria non vi siano esponenti di spessore nettamente maggiore. In fin dei conti si tratta di una sorta di minestra riscaldata, di un qualcosa di già visto: a parte le novità esposte in precedenza, gli unici elementi significativi che lo differenziano dalla concorrenza sono il nome e il look generale.
Siamo di fronte ad un titolo consigliato ai fans acerrimi che non vogliono perdersi nemmeno un episodio del genere, o per coloro che non giocano da tempo ad un titolo similare e desiderano farlo seguendo la strada classica e più semplice. Se, invece, siete degli habitué della strategia, che magari vogliono evitare di giocare sempre alla stessa cosa, allora questo titolo pubblicato da Midway non fa per voi, in quanto le novità incluse non sono tali da meritare il relativo esborso di denaro.
Il meglio- Il tentativo di riproporre un genere i cui tratti principali sono difficilmente modificabili
- L’editor di scenari e le partite multigiocatore assicurano un divertimento a lungo termine
- La confezione del gioco è uno spettacolo!
Il peggio- Tutto questo l’abbiamo già visto decine di volte
- Le campagne single-player sono abbastanza noiose e restringono il potenziale del gioco
- Il rendimento soccombe non appena crescono le esigenze grafiche
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