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Il ritorno all’isola misteriosa

Ispirato a un libro di Jules Verne, è uscito a gennaio Il ritorno all’isola misteriosa, una nuova avventura grafica in prima persona di buon livello tecnico e dal plot molto interessante. Aiutiamo, quindi, la naufraga Mina a tornare dai suoi cari!
Articolo di: Redazione Games.it



Diario di bordo
Jules Verne, come ricorderete, è il più grande scrittore di libri fantastici (anche con una vena di giallo) della storia. I temi fantastici indubbiamente sono elementi quasi imprescindibili delle avventure grafiche; un esempio fra tutti: Myst. Ciò nonostante però i suoi indiscussi

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capolavori della letteratura fantastica stranamente non sono mai stati presi in considerazione nell’ambito videoludico. A sopperire a questa mancanza ci ha pensato il gruppo di Kheops, sovvenzionato da The Adventure Company, azienda operante esclusivamente nel settore delle avventure grafiche e di proprietà di DreamCatcher. Il tutto creando una storia ispirata alle vicende del capitano Nemo, reso famoso da due libri di successo di Verne.
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Ne Il ritorno all’isola misteriosa, infatti, la protagonista dell’avventura è Mina, una giovane navigatrice che durante il giro del mondo in solitaria naufraga in un’isola sperduta nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico a causa di una violenta tempesta tropicale. Sfortunatamente, ben presto Mina scoprirà che l’isola è inabitata e che in passato, è stata colonizzata da un gruppo di uomini tra cui il capitano Nemo, comandante del famoso sommergibile Nautilus, morto sul luogo in circostanze misteriose che scoprirete nel vostro peregrinare per
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l’isola. Il problema più grande è che l’isola è schermata da un campo magnetico creato artificialmente dal Nautilus che ne impedisce qualsiasi contatto visivo col mondo esterno. Come farà quindi la giovane avventuriera a tornare nel mondo civile se nessuno può essere a conoscenza dell’esistenza di questa isola a causa dello scudo magnetico?


Aspetto grafico e sonoro
Passando ad analizzare l’aspetto tecnico del gioco, quello che balza subito all’occhio è la sua bassa richiesta di risorse per farlo funzionare al meglio. Questo è dovuto soprattutto al comparto video; al fatto che gli sviluppatori hanno voluto seguire la tradizione dei classici giochi d’avventura grafica senza cedere troppo al fascino del 3D come in parte è successo con l’ultimo capitolo della saga di
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Myst. E sembra proprio che la casa sviluppatrice abbia voluto puntare alle analogie con quest’ultimo gioco (incontrastato re delle adventures) per decretare il successo de Il ritorno all’isola misteriosa. E non c’è da biasimarli se hanno voluto puntare sul sicuro…Il gioco della Adventure Company presenta come Myst 4 degli scenari fotorealistici pre-renderizzati di ottimo livello sebbene meno ricchi di particolari rispetto al titolo della Ubisoft; ed in questi scenari la nostra visuale in prima persona può ruotare di 360° e muoversi utilizzando degli effetti di transizione tradizionali, ma meglio resi rispetto a Myst. E come quest’ultimo gli scenari statici sono poi integrati (ma in misura inferiore) con degli elementi animati e inerti con i quali potrete interagire per risolvere i problemi che vi si presenteranno durante il trascorrere dell’avventura. Gli elementi 3D animati con i quali interagire sono le scimmie, un mostro marino, un serpente e un agguerrito gruppo di robot volanti molto pericolosi nella parte finale del gioco. Fra gli animali 3D
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non interattivi sarà possibile ammirare, invece, gli stormi di gabbiani librarsi in un cielo che varierà nel corso del gioco anche metereologicamente dando così l’idea dell’incedere del tempo sull’isola. Altro aspetto inerente la grafica è il fatto che quasi tutte le azioni che compierete saranno rappresentate da dei cartelli modello fumetto in bianco e nero creati dai bozzettisti. Insomma, una caratteristica piuttosto arcaica per un videogioco del 2005. Ma nel complesso tutto ciò non fa che consentire anche agli utenti con pc datati di poter godere di questo gioco.
Una menzione positiva la meritano sicuramente i video introduttivi e conclusivi, che denotano un’ottima realizzazione tecnica, soprattutto nel gioco di luci e ombre. Appena sufficiente, invece, il numero di locations visitabili dall’utente
Il reparto audio è ad ottimi livelli e basato sul sistema
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Dolby digital. Evocative e mai invasive le musiche e gli effetti sonori, riescono ad immergervi totalmente nel mondo misterioso e deserto con qualche sibilo funesto che vi rabbrividirà in qualche circostanza nella quale sbagliando perderete la vita! Perché sì: pur essendo un gioco d’avventura presenta qualche spunto d’azione nel quale dovrete dare il meglio di voi stessi per evitare spiacevoli situazioni.


Giocabilità
In quanto a giocabilità, Il ritorno all’isola misteriosa ha preso quasi tutto il meglio possibile dei tanti adventures in prima persona usciti fino ad oggi e lo ha fatto suo,
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cercando anche di inserire qualche spunto originale. Il tutto unito ad un livello di difficoltà degli enigmi non particolarmente alto, proprio a sottolineare l’obiettivo di intrattenimento che si è proposta la casa produttrice e non quello di autentica sfida irrisolvibile che caratterizza altri titoli. Il pregio maggiore è la mancanza di linearità che caratterizza l’avventura di Mina. Potrete, cioè, risolvere gli enigmi in modi diversi e giungere ad uno stesso obiettivo senza dover seguire necessariamente uno schema predefinito. Anzi, una volta completato il gioco, vi sarà attribuito un punteggio finale sulla base delle vostre azioni e sarete incoraggiati a ripetere il tutto cercando di seguire un nuovo percorso. Ma come sono gli enigmi? Niente roba stressante di difficilissima soluzione. La stragrande maggioranza sono di tipo logico-pratico e vi faranno scoprire il McGyver che c’è in voi  semplicemente raccogliendo e combinando oggetti di varia natura: dalla selce, alla pirossilina, passando per lo sciroppo d’acero, i parafulmini, le scimmie e la nitroglicerina! Tutto ciò che troverete sarà molto utile durante il vostro cammino a patto che riusciate a setacciare molto bene le locazioni che attraverserete.
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Gli oggetti che troverete andranno a finire nell’immenso inventario, richiamabile ciccando col tasto destro. La sua interfaccia presenta anche un telefono satellitare ultramoderno con GPS ed enciclopedia multimediale molto utile annessa; il problema è che essendo la batteria scarica dovrete trovare il modo (e ce ne sono tanti) per produrre energia elettrica in luogo tanto selvaggio, ma ricco di risorse. L’interfaccia, inoltre, è molto comoda nello stoccaggio degli oggetti e per procedere al loro assemblaggio. Ma come fare? All’inizio ho avuto qualche perplessità, ma in realtà non c’è niente di più facile! Basta semplicemente trascinare un oggetto su un altro con il quale si crede possa unirsi e se la combinazione avverrà ecco subito pronto per voi un nuovo oggetto sul quale fare affidamento. In caso negativo, invece, sentirete un rumore a sottolineare l’errata combinazione. Se vorrete, potrete nella maggior parte dei casi scomporre nuovamente le combinazioni di oggetti trascinandoli sull’icona con la chiave inglese a sinistra.


Conclusione
Il ritorno all’isola misteriosa è un adventure che, sebbene non particolarmente longevo e difficile, si può classificare nella fascia medio-alta del suo genere grazie ad una buona realizzazione tecnica impreziosita da qualche spunto interessante, una storia piacevole e con diversi riferimenti all’opera di Verne. Tra l’altro è anche intuitivo, dai buoni sentimenti e dagli enigmi particolarmente istruttivi.

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