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Final Fantasy VII: Dirge of Cerberus

Square si lancia nel mondo dei giochi d'azione/sparatutto, e lo fa con un famosissimo personaggio dell'universo di Final Fantasy VII: Vincent Valentine. Il risultato sarà all'altezza dell'originale?
Articolo di: Redazione Games.it

Qualcosa d'inaspettato
Da un action/ sparatutto quale è Dirge of Cerberus, sviluppato da Square Enix, casa che ha poca esperienza al di fuori dei JRPG, pretendere un gameplay sbalorditivo e sicuramente vario ed immediato è in parte inutile. Infatti, una volta terminato il filmato introduttivo, verremo accolti da un sistema di gioco tutto sommato gradevole ed appagante, che fa dell’azione a base di pallottole e qualche pugno l’elemento fondamentale ma che poi di fondo non aggiunge nulla di nuovo o particolarmente attraente al genere. Il gameplay è quello di uno sparatutto in terza persona, e prevede che il protagonista giri per i livelli, sempre armato, e che spari a tutto ciò che si muova, impiegando per la mira la levetta analogica destra.

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Impersonando Vincent quindi, dovremo avanzare di livello in livello, affrontando grandi quantità di nemici, raccogliendo gli eventuali oggetti che lasceranno cadere non appena sconfitti per riuscire a sopravvivere e proseguire per il gioco. Non basterà però sparare a casaccio: per riuscire bene nelle missioni dovremo essere in grado per esempio di uccidere i nemici mirando alla testa o subire il minor numero di colpi possibili, riparandosi dietro ad eventuali muri o oggetti, o ancora effettuare un certo numero di uccisioni consecutive. Tutto ciò comporterà un aumento dei punti esperienza che otterremo a fine missione, che potremo poi decidere se convertire in Guil da spendere per acquistare nuovi items al termine della missione e nei Juke-box sparsi per i livelli, o utilizzarli per aumentare di livello. Se spenderemo quindi i nostri Guil nel “negozio”, potremo acquistare pozioni o altri oggetti curativi, parti per la nostra pistola oppure potenziare quelli che gia possedavamo. A proposito della pistola, essa è appunto composta da vari componenti che se abbinati a dovere ci permetteranno di modificare l'arma, trasformandola a seconda dei casi in una mitragliatrice o addirittura in un fucile di precisione. Inoltre potremo abbinare alla nostra arma una materia, che ci renderà possibile sparare un colpo a base delle magie tipiche della serie (Thunder, Blizzard, Fire ecc).

Se invece decideremo di utilizzare i punti esperienza per aumentare di livello, come nel più classico dei JRPG, avverrà un incremento delle varie abilità come la forza o la difesa e proseguire così sempre più forti e sprezzanti per i livelli di gioco.
Il level desing, pur non brillando per originalità e varietà, risulta tutto sommato gradevole e di un certo fascino, anche più dei personaggi di gioco, e per fortuna gli ambienti di gioco si attengono in maniera sufficientemente fedele all’originale Final Fantasy VII, alternandosi l'uno dopo l'altro in maniera piuttosto credibile come teatro di sconvolgenti combattimenti e missioni.
Da segnalare in particolar modo le missioni in cui impersoneremo il simpatico Cait Sith, il robo a forma di gatto. Queste sessioni sono differenti rispetto a quelle in cui Vincent avrà il ruolo di protagonista, poiché sono più volte all’esplorazione che al combattimento e risultano una buona variante all’azione di gioco principale.

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Anche l’occhio vuole la sua parte
Parlando invece del comparto tecnico, il titolo può vantare una buona realizzazione come da tradizione di Square, anche se in certi momenti sottotono rispetto alle produzioni di maggior importanza (Vedi Final Fantasy XII o Kingdom Hearts II). Parlando della grafica quindi, ci troviamo di fronte ad un titolo ben curato, con scelte cromatiche tutto sommato buone e scenografie varie. Buoni anche gli effetti speciali, che come sempre risultano piuttosto spettacolari.
Ciò che non convince invece, sono i modelli poligonali dei personaggi secondari, che il più delle volte sono mal realizzati, con scarsi dettagli, ma soprattutto animati in maniera poco convincente. Al contrario invece di tutti i personaggi principali e nemici, decisamente più caratterizzati e con animazioni sicuramente più fluide e realistiche.

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Anche le texture non convincono appieno, ed hanno di tanto in tanto cali qualitativi anche se non così rilevanti. Ciò non toglie comunque che, visto gli alti standard a cui ci ha abituato negli anni Square, ci si aspettava di sicuro una maggiore cura grafica e visiva.
Prendendo in esame invece la fluidità, il titolo soffre di qualche sporadico rallentamento, in particolare nelle situazioni più affollate e caotiche. Fortunatamente, ciò non influisce sulla giocabilità del titolo, visto che oltretutto questi cali di frame durano soltanto qualche secondo. Il comparto audio invece, risulta ben curato. I brani che accompagnano il giocatore fin dalle prime battute, sono in parte ripresi dal capitolo originale, ed in parte inediti e risultano sempre ispirati e contribuiscono a creare una buona atmosfera. Anche il campionamento vocale è tutto sommato di buona qualità, con voci adatte ai vari personaggi.

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Final Fantasy VII Dirge of Cerberus è senza dubbio un titolo volto innanzitutto a sfruttare il più possibile il marchio Final Fantasy VII, che ormai da moltissimi anni è letteralmente idolatrato da milioni di fan. Il risultato è senza dubbio positivo, inanzitutto perchè regala buone soddisfazioni a livello di gameplay ed ha una longevità che si attesta sulle 8/10 ore di gioco. Purtroppo però, per quanto riguarda sceneggiatura e personaggi, non riesce a colpire fino in fondo il cuore del giocatore anche a causa di scelte stilistiche poco consone per quello che è lo stile originale del JRPG per PSone.
Se siete quindi dei fans della serie ed in particolar modo del settimo FF, potreste trovare in Dirge of Cerberus un titolo interessante e che cerca di svelare alcuni elementi irrisolti della trama anche se non nel migliore dei modi, nonché un buon action che riesce a divertire parecchio ma che pecca in intelligenza artificiale e talvolta nella realizzazione tecnica altalenante.
Per chi invece il nome Final Fantasy non rappresentasse nulla di speciale e fosse alla disperata ricerca di un action/ sparatutto, questo Dirge of Cerberus molto difficilmente riuscirà ad attirare l'attenzione necessaria per venir considerato un titolo interessante fra i tanti cloni visti e stravisti, seppur validi, del genere.

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