Pro Evolution Soccer 6
Se vi dico Konami penserete subito ai suoi Metal Gear Solid, Silent Hill ecc; importante però che non tralasciate Pro Evolution Soccer, la migliore simulazione calcistica di sempre che giunge al sesto episodio. E su GAMES l’attesissima recensione.
Articolo di: Redazione Games.it
PRO EVOLUTION SOCCER 6 (Recensione)
La Coppa del Mondo è stata conquistata da mani italiane, stretta e impugnata da un grande quale Cannavaro, sprezzante di gioia e ilarità dinanzi gli occhi di milioni di sportivi emozionati, ed è grazie a questo decisivo scontro fra Italia e Francia che gli azzurri di Marcello Lippi si assicurano un decisivo ruolo nella storia calcistica. Tutto questo accade il 9 luglio 2006, una data-evento che difficilmente si dimenticherà. Appena usciti da un tunnel di delusioni e sorprese negative, come la questione Moggi, la meraviglia della vincita ai Mondiali altro non poteva essere che una consolazione, ma non solo, un obbiettivo raggiunto e segnato in pieno, dimostrare agli avversari quanto l’Italia sia comunque un potente asso sul fronte sportivo. Il calcio che a conti fatti è solo uno sport, ha da sempre fatto sperare, sognare, e accontentare i suoi fans, rendendosi qualcosa di più, quel giusto poco in più che fa del calcio uno dei motivi di vita di milioni di italiani. Ma non tutti si è campioni, per sfortuna o per fortuna? Ed ecco che a mio parere sarebbe meglio lasciare il vero calcio giocato ai grandi (Totti, Gattuso, Del Piero e così via) e lasciare giocare noi fans con questo attesissimo sesto incontro col grande PES.
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Lo scorso anno Konami, col suo PES5, aveva raggiunto l’incredibile, proponendoci a parer di molti, la miglior simulazione calcistica della storia dei videogames. Cosa aspettarsi dunque da un suo eventuale sequel se già si pensava di aver visto il meglio del meglio? Ebbene è con questa recensione che vi farò un totale resoconto di cosa avrà da offrirci il sesto attesissimo PES. Sul fronte grafico, elemento che ovviamente risulta il primo qualificabile e sicuramente, per certi aspetti, anche il più superficiale, sono state svolte certe migliorie, pur trovandoci comunque dinanzi ad un prodotto grafico di discreta fattura e analogamente a quanto visto nel precedente episodio, dall’ottimo dettaglio dei vari calciatori, anche se a differenza della controparte nemica EA Sports, ovvero Fifa, con quella certa rassomiglianza in meno (i calciatori infatti, anche i più famosi, non sono da subito riconoscibilissimi). Aldilà dell’ottimo rivestimento del terreno di gioco, ricreato in maniera erbosa impeccabile grazie a texture dalla resa parecchio elevata, e alla corretta ricostruzione dei vari stadi (ben 34 in tutto), ci sono certe peccaminosità che limitano non poco il giudizio complessivo legato all’aspetto visivo. Il pubblico non gode certo di un buon dettaglio, ed alcuni stadi sono realizzati più approssimativamente di altri. E come già descritto in precedenza, non da subito tutti i vari sportivi sono riconoscibili. Eppure la grande fluidità di gioco e le eccellenti animazioni, oltre all’ottima fisica di gioco, specie per quanto riguarda la palla, che ha raggiunto quella giusta pesantezza in più che quasi la rende palpabile, rendono questo PES6 comunque un’esperienza grafica di tutto rispetto anche se, e certamente, mancherà di stupire.
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Sorvolando sul comparto audio che non propone nulla di assolutamente rilevante, con effetti sonori discreti, brani da menu del tutto anonimi e commento audio buono ma spesso ripetitivo, vorrei soffermarmi più che altro su ciò che ha sempre reso celebre e il top dei top questa serie, ovvero il gameplay. Sebbene alle prime non risulti semplicissimo familiarizzare coi comandi disposti sul pad, specie per i principianti alle prime armi, tutti ma proprio tutti noteranno la grande precisione del controllo, e ancora più del suo predecessore, il tocco-palla è più credibile ed anche meno accessibile, recando quella giusta laboriosità di gioco in più che lo rende giustamente complesso. In genere le varie azioni perseguibili risultano si più difficili, ma allo stesso tempo rendono il tutto ad un gradino superiore di realismo di gioco. Infatti il gameplay dei precedenti PES dava quasi l’impressione di accompagnare il videogiocatore per mano, rendendo anche i vari passaggi da calciatore a calciatore molto più semplici. Ora invece il tutto è stato leggermente intricato grazie anche ad un intelligenza artificiale degli avversari a dir poco impeccabile. Affrontarli si è trasformato in un’autentica sfida, rasentando ulteriormente il maggior realismo di questo sesto PES per un approccio sempre meno imbastito, o ancora meglio, arcade.
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La simulazione ora è totale, e tutti quelli che avevano dato PES5 come il definitivo simulatore calcistico della storia dovranno ricredersi non appena impugnato il pad e preso parte ad una match di gioco a PES6. In quanto a longevità, il gioco si attesta su eminenti vette, regalando ore ed ore di tanto e tanto divertimento. L’editor dei calciatori ora è assolutamente completo, quanto si sia mai visto in un gioco di tal calibro. E se il dettaglio grafico che già di suo era comunque elevato, lo è reso maggiormente grazie anche ad una ricca varietà di caratteristiche sia facciali che fisiche. Anche le caratteristiche emblematiche dei vari calciatori si manifestano in maniera ancor più impeccabile e cadono subito all’occhio. Ad esempio, un calciatore più capace di un altro a dribblare apparirà assolutamente ovvio anche ad occhio nudo, il che anche trascurando le varie barre di stato. E’ questo è un grande e sicuro pregio per questo sesto PES, specie perché si pensava che il meglio fosse già stato raggiunto con PES5, quando a dirla tutta evidentemente sconoscevamo altre possibili migliorie viste in questo PES6. Sebbene comunque le rose non siano aggiornatissime (chiuse intorno al 28 agosto), la credibilità proposta da questa prodotto è tutto tranne che confutabile. Da segnalare la splendida modalità Multiplayer. E se per caratteristiche elencate questo PES6 risulta ovviamente la miglior simulazione calcistica della storia, per certi aspetti ci troviamo dinanzi anche ad uno dei migliori videogiochi a sfondo sportivo dell’intero universo videoludico. Konami ha dunque segnato rete un ennesima volta, quello che per molti rappresenterà uno dei videogiochi sportivi più belli e completi mai realizzati, per molti altri sarà un titolo difficilmente delebile, come d’altronde sarà impossibile dimenticare la vittoria degli azzurri ai mondiali 2006.
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