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The Polar Express

Avete smesso da tempo di credere in Babbo Natale? Beh, è giunto il momento di ripensarci! The Polar Express approda anche nel mondo di Sony Playstation 2...
25 gennaio 2005
Articolo di: Redazione Games.it

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Uscito non molto tempo orsono al cinema, The Polar Express sbarca oggi sotto forma di un gioco di azione, ennesimo tie-in sull'onda del discreto successo del film. In presenza di altri adattamenti videoludici di qualità, quali possono essere i differenti Harry Potter e recentemente Spiderman 2, potrà essere un valido acquisto o piuttosto un titolo sfornato rapidamente, approfittando del nome per incantare persone malinformate? Francamente propendo per la seconda ipotesi.

Alla ricerca di Babbo Natale
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Prima di immergerci nel gioco propriamente detto, vediamo di capire (per chi non lo avesse visto) da dove viene l'ispirazione. Se non avete idea di cosa stiamo parlando, sappiate che è tratto da un libro per bambini scritto da Chris Vaglio Allsburg (Jumanji) e che la coppia Tom Hanks/Robert Zemeckis l'ha portato sul grande schermo. La sceneggiatura narra la storia di un giovane ragazzo che ha dei dubbi sull'esistenza di Babbo Natale e che, per questo, si trova a bordo di un treno misterioso e magico in viaggio per il Polo Nord: il Polar Express. Ma non è solo, con lui ci sono numerosi altri bambini che affrontano il percorso, passando di sorpresa in sorpresa, e scoprendo un universo onirico e splendido fino a giungere... non crederete che vi racconti tutto!

Un giovane eroe… con tanti problemi!
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Eccoci giunti al gioco, dove si impersona il giovane ragazzo nel suo viaggio di scoperte. Questo bambino, una sorta di miscellanea tra Harry Potter (per l'abbigliamento) ed il giovane David del film Intelligenza Artificiale (per il fisico), ci trasporta in un universo ingenuo e fiabesco, popolato di folletti e di elfi che farebbero la fortuna dei più ferventi difensori dei racconti per bambini. La storia, a priori, potrebbe essere interessante, ma è nel gioco che perde totalmente la sua carica carismatica. Non ci si immedesima assolutamente con il personaggio ed inutile di dire che ogni emozione è assente. Ma è soprattutto la durata dell'avventura ad essere ridicolmente corta: tre ore scarse al massimo sono sufficienti per finirlo completamente.
Il gameplay è costituito da una successione di prove povere di interesse. Si incatenano fasi platform di una facilità disarmante, corse ad ostacoli sul treno in movimento, discese in sci o tennis (!!). Per non parlare di una piccola sessione musicale, nella quale bisogna premere i tasti nella sequenza indicata per seguire il ritmo. Niente di particolarmente originale, peraltro neanche troppo ispirate, con conseguente orientamento verso la noia. Ad esempio il sottogioco del tennis si riduce ad un misero ping pong, dove i soli movimenti consentiti sono destra e sinistra.
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La varietà di situazioni proposta, nel caso specifico, paga un grosso un pegno alla qualità complessiva. Da prendere come esempio per il futuro, dove l'alternanza dei vari minigiochi si perde in una giocabilità povera e, per giunta, mal programmarta. Si incontrano molti problemi durante l'azione, come il restare bloccati in aria quando si salta, imprecisioni nella risposta ai comandi e mastodontici bug di collisione. Il complesso grafico è molto al di sotto della media, le strutture mancano di dettaglio e certi doppiaggi non sono molto convincenti.
Chiudiamo il discorso accennando a due modalità bonus che utilizzano la telecamera EyeToy. Anche in questo caso niente di entusiasmante, trattandosi di altrettanti mini-giochi che non suscitano il benchè minimo interesse. Nel primo si tratta di decorare un albero di Natale e nel secondo di condurre il Polar Express tentando di evitare dei pupazzi di neve.

Concludendo
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Come si può giustificare tanta superficialità nel realizzare un gioco? In nessun modo coerente, ma solamente con la (brutta) abitudine di sfruttare fin che si può una licenza. The Polar Express è solamente questo, un tentativo di "mungere la vacca", che le persone intelligenti eviteranno sicuramente. Il mio consiglio, brutto da dire e che un recensore non vorrebbe sinceramente mai mettere per iscritto: stateci alla larga!!

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