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Metal Gear Rising: Revengeance - Video Recensione

Raiden di nuovo protagonista in questo spettacolare action dai creatori di Bayonetta e Vanquish!

19 febbraio 2013 - di Valerio De Vittorio
  • Piattaforma: Playstation 3, Xbox 360
  • Genere: Action
  • Sviluppatore: Platinum Games
  • Distributore: Halifax
  • Numero giocatori: 1
  • Età consigliata: 18+
  • Prezzo: 69.98€
  • Data di uscita: 21 Febbraio 2013

Voto della redazione

8,0

Voto dei lettori

Dall'incontro tra il complesso universo fanta politico e militare di Hideo Kojima e i geni degli action Platinum games nasce Metal Gear Rising: Revengence. Questo spin-off cerca da un lato di accontentare la community in trepidante attesa del nuovo capitolo della saga e dall'altra di divertire i fan dei vari Bayonetta e Vanquish.

Il dono della sintesi
La trama di Metal Gear Rising: Revengence rispetta i temi cari a Kojima, come le forti contraddizioni che vivono i soldati in battaglia ed in particolare il sicario protagonista, Raiden, già visto nel secondo e nell'ultimo episodio delle serie principale. Gli avvenimenti narrati si posizionano quattro anni dopo Guns of the Patriots, così troviamo Jack già trasformato in Cybeninja, intento a sventare un attacco terroristico dietro il quale si celano misteriosi complotti politici. I riferimenti alla saga di Metal Gear sono molti, a partire dal character design, passando per la realizzazione dei vari strumenti militari super tecnologici fino ad arrivare agli eccentrici boss. Nonostante ciò, il titolo Platinum Games rinuncia alle velleità cinematografiche tipiche di Kojima, per focalizzarsi maggiormente sul gameplay. Non mancano comunque spettacolari sequenze, le quali però rimandano più alle esagerazioni tutte giapponesi viste negli ultimi lavori degli siluppatori ex Capcom, come ad esempio una sequenza che ritrae Raiden sollvera un Metal Gear, e questo solo nel primo capitolo. Mentre la regia riesce nel mettere in scena momenti altamente spettacolari, coadiuvata da animazioni facciali ottime, la versione Xbox 360 è caratterizzata da una compressioni dei video non del tutto soddisfacente.

Soldati "A' la julienne"
Il focus di Metal Gear Rising: Revengence è comunque posto sul gameplay, ed in particolare sul sistema di combattimento. Questo parte dagli elementari tipici degli action, ovvero combo da eseguire concatenando sequenze di colpi deboli e forti, utilizzando il salto, lo scatto e la parata. Quest'ultima caratterizza sensibilmente il battle system, visto che richiede di premere il tasto d'attacco in contemporanea con la direzione di provenienza della minaccia. Alcuni segnali negli attacchi nemici, tra l'altro, favoriscono a studiare al meglio il tempismo. Questa caratteristica rende una mossa tipicamente passiva, in realtà molto attiva e rischiosa, creando duelli di spada fulminei ed esaltanti. Una caratteristica fondante del gameplay di Metal Gear Rising: Revengence è poi la modalità Blade. Questa, subordinata ad una barra di energia, quando attivata, rallenta il tempo, permettendo di prendere la mira ed affettare il nemico con la propria lama super tecnologica. Ciò non solo garantisce una certa soddisfazione, ma se eseguita del modo corretto permette anche di strappare la spina dorsale artificiale del nemico per consumarla e rigenerare la salute di Raiden. 
Platinum ha poi implementato un sistema di evoluzione del personaggio, che permette, spendendo i punti esperienza guadagnati sul campo, di potenziare alcune caratteristiche e sbloccare nuove abilità. Sconfiggendo i boss, poi, si otterranno nuove armi, che caricate nell'apposito slot, arricchiscono il repertorio di mosse. In tal senso, sarebbe stata gradita la possibilità di cambiarle rapidamente direttamente in combattimento, in stile Devil May Cry, così da donare ulteriore varietà. I combattimenti sono sempre divertenti, grazie al buon battle system e alla discreta varietà dei nemici, che vanno dai semplici soldati ai Metal Gear più corazzati. Un'ulteriore elementi introdotto è rappresentato dagli oggetti, che vanno dalle razioni, alle granate e lancia missili, quest'ultimi da utilizzare a propria discrezione per avvantaggiarsi contro gruppi di nemici numerosi. 
Al fine di omaggiare la serie principale, Metal Gear Rising: Revengeance implementa poi alcune varianti rispetto al classico procedere per livelli lineari, con sequenze di arene dove eliminare decine di nemici. Un esempio sono alcune sezioni giocabili sfruttando una rudimentale modalità stealth, grazie alla mappa posta in alto a destra che riporta gli spostamenti delle guardie e ad una speciale visuale. Si potranno anche utilizzare scatole e barili per nascondersi! Ma non aspettatevi sequenze particolarmente articolate, anche perché non è mai abbastanza chiaro quando si rischi di essere visti e far scattare l'allarme. La possibilità di sorprendere ed attaccare alle spalle o dall'alto i cattivi, risulta comunque molto utile ed una piacevole skill da utilizzare di tanto in tanto.
Per il resto il titolo non offre molta varietà, ma la campagna scorre via fluida, nonstante il piatto level design e boss fight solo buone, purtroppo lontane da alcuni colpi di genio mostrati in altri prodotti da Platinum Games. Il sistema combattimento come detto, funziona egregiamente, ma il titolo in generale ci è parso meno rifinito dei altri lavori di Platinum Games; ad esempio la telecamera fatica in diversi frangenti ad inquadrare l'azione, anche se la funzione di lock sui personaggi rimedia in parte a questo problema. Inoltre la quantità di combo risulta decisamente più limitata rispetto ad esempio a Bayonetta, rendendo il battle system di Metal Gear Rising: Revengeance meno profondo e tecnico di altri.

Veloce e fluido 
Da un punto di vista tecnico, Metal Gear Rising: Revengeance non fa gridare al miracolo, segnalando alti e bassi. L'obiettivo dei sessanta frame per secondo costanti è stato raggiunto a discapito della qualità delle ambientazioni. Queste risultano spoglie e scarsamente dettagliate, oltreché poco ispirate da un punto di vista artistico. Siamo lontani dal level design di Vanquish o la qualità estetica di un Bayonetta, purtroppo. Di contro, protagonista e personaggi vari si difendono dignitosamente, mentre nulla da eccepire per quanto riguarda il comparto animazioni, curate, fluide e velocissime. Da notare poi sotto il profilo estetico i continui rimandi alla saga, dall'interfaccia a vari elementi, come i Metal Gear.
Per quanto riguarda il comparto sonoro, abbiamo apprezzato anche qui il citazionismo, mentre le musiche faticano a restare in testa. Ottimo il parlato inglese, dotato di interpretazioni accattivanti, che seguono animazioni facciali più che apprezzabili. L'adattamento in italiano è relativo solo alla parte testuale del titolo, invece. Prima di arrivare ad un verdetto, vale la pena soffermarsi sulla longevità. Per arrivare ai titoli di coda, difficilmente impiegherete più di sei ore, ma il titolo Platinum punta molto sulla rigiocabilità, spinta dai punteggi assegnati ad ogni missione, elementi segreti da sbloccare e dall'evoluzione del protagonista.

Commento finale
Arrivati ai titoli di coda di Metal Gear Rising: Revengeance siamo rimasti con sensazioni contrastanti. Da un lato la maestria dei Platinum Games è evidente, sottolineata da un sistema di combattimento non particolarmente complesso, ma comunque ricco, veloce e dotato di alcuni accorgimenti decisamente riusciti come la modalità Balde. D'altra parte ci saremmo aspettati una maggiore ricchezza nell'offerta ludica che purtroppo si riduce a sequenze di stanze dove eliminare un nemico dopo l'altro, lungo livelli bruttini e privi di personalità. Senza dimenticare la scarsa longevità. arricchita unicamente dalla spinta a riprendere in mano il titolo più volte anche dopo averlo terminato, caratteristica questa che potrebbe allontanare alcuni giocatori. Grazie anche allo spirito con cui gli sviluppatori hanno trattato la licenza, ci sentiamo di valutare positivamente Metal Gear Rising: Revengeance, con una piccola delusione per un titolo che avrebbe potuto essere molto più che un semplice buon action.
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