Al via l’aumento dei limiti elettromagnetici in Italia: cosa cambia nel mondo della telefonia

Via libera all’innalzamento dei limiti elettromagnetici anche in Italia. Ma che cosa significa questo per gli operatori telefonici?

L’annuncio da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy era arrivato sul sito ufficiale lo scorso 22 aprile.

limiti elettromagnetici in italia: c'è l'aumento
Con i nuovi limiti elettromagnetici più 5G? Questa è l’idea – games.it

E l’annuncio riguardava l’entrata in vigore, a partire da ieri, di quanto disposto nella legge 214/2023. Il limite è stato innalzato ufficialmente a 15V/m e, come si legge nel comunicato del Ministero, si tratta di un passo avanti che il nostro Paese fa per migliorare l’infrastruttura delle telecomunicazioni mobili. Gli operatori sono stati così accontentati e potranno sviluppare ulteriormente la nuova rete con la nuova connessione più veloce.

Limiti elettromagnetici, l’Italia si avvicina all’Europa

Secondo le linee guida internazionali, il limite massimo di esposizione ai campi elettromagnetici è stabilito in 61 volt per metro, quindi 61 V/m. Dieci volte superiore al limite che era stabilito nel nostro Paese che era fermo a 6 volt per metro. E questo limite era rimasto anche se altri Paesi nostri vicini avevano invece cominciato a modificare il limite al rialzo. Adesso, anche l’Italia allarga leggermente le maglie portando il limite massimo di esposizione a 15 V/m.

come cambia la rete 5g in italia
Migliorerà il 5G nelle prossime settimane – games.it

Questo innalzamento, si legge nel comunicato, “permetterà quindi di amplificare l’adozione del 5G”. Perché, come accennavamo, sono proprio gli operatori telefonici che da tempo chiedono che si possa ampliare il limite di esposizione in maniera tale da favorire l’espansione delle reti. Potrebbero però esserci problemi nell’adozione dei nuovi limiti? Si tratta questa di una domanda che risulta estremamente interessante. Soprattutto perché magari non ci siamo accorti che il nostro Paese aveva adottato limiti elettromagnetici molto più bassi rispetto al resto d’Europa mentre potremmo accorgercene ora che gli operatori devono modificare le proprie reti.

L’aspetto positivo di un allentamento dei limiti per gli operatori, che comunque non potranno fare ciò che vorranno e dovranno quindi sottostare alle regole di equità stabilite dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, potremmo vederlo tra qualche mese quando la copertura del 5G potrebbe risultare effettivamente migliorata andando a stabilizzarsi anche in quelle zone un po’ di confine, in cui adesso gli smartphone fanno fatica ad agganciarsi al segnale più veloce.

Di contro c’è da notare che l’adeguamento molto probabilmente non potrà avvenire in automatico dagli uffici centrali dei vari operatori telefonici semplicemente girando una manopolina o immettendo da tastiera un valore. Proprio per evitare interferenze e mantenere una qualità di segnale sarà necessario del tempo per adeguare il segnale dei vari ripetitori.

Online c’è chi già paventa levate di scudi da parte di vari comitati e poi c’è chi si domanda dove sia finito il limite che doveva essere invece all’inizio stabilito in 24 V/m. Come utenti e quindi come utilizzatori della rete, il miglioramento del 5G ci darà connessioni più rapide e potrà trasformarsi anche in un volano per l’implementazione dei servizi legati all’intelligenza artificiale, dato che proprio le IA fanno largo uso della rete per rispondere alle nostre domande.

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